"Disegno macchine e vinco a golf". Ponzano che settimana: dalla laurea all'Open d'Italia

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Ha 22 anni, è ancora dilettante, alla terza giornata del torneo in corso al Golf Torino - il suo club - ha fatto il miglior score degli italiani: "Tifo Toro e Leclerc. E ho studiato per disegnare macchine e camion"

Matteo Dore

Giornalista

27 giugno - 21:18 - MILANO

Una vecchia volpe del tour europeo, Pablo Larrazabal, spagnolo di mille esperienze e con nove vittorie, mica uno qualsiasi, a metà del suo giro si è girato verso un giornalista che lo stava seguendo e ha detto, un po’ scherzando e un po’ no: «Oggi sto imparando». E ha indicato il ragazzino con cui stava giocando: Filippo Ponzano, 22 anni, dilettante del Golf Club Torino quindi di casa sul percorso in cui si sta celebrando l’Open d’Italia. Cinque birdie nelle cinque buche iniziali, che sono diventati sei alla otto. Poi una super occasione sprecata alla nove con la possibilità di fare eagle e la buca chiusa solo in par. Un paio di errori nelle seconde nove e un gran birdie alla 18. La prestazione di Filippo, alla prima gara in assoluto sul DpWorld Tour, è stata esaltante. Seguito da amici, parenti, soci del circolo e tifosi sempre più carichi di entusiasmo, Ponzano ha chiuso il terzo round dell’Open nei primi 20 e spera di salire ancora nell'ultima giornata: "Se entro nei primi 10, ma anche se resto nei 20, mi butto nella piscina del circolo davanti a tutti per festeggiare". È suo il miglior score di giornata (66 dopo il doppio 69 di giovedì e venerdì: -9 totale) fra gli italiani. 

laureato

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La settimana di Ponzano è assolutamente incredibile, e non solo per il golf. Lunedì mattina si è laureato di Design dei Trasporti allo Ied, Istituto Europeo del Design di Torino. "Ho voluto arrivare alla fine degli studi perché bisogna sempre avere un piano B e non so dove può portarmi il golf. Sono contentissimo perché ho preso 99 con il massimo dei voti che potevo avere dalla tesi. L’ho fatto per me ma anche per i miei genitori che sono stati fantastici. Mi hanno sempre supportato nelle mie decisioni, senza mai obbligarmi verso un obiettivo che spesso è un’ambizione dei genitori e non del ragazzo, tutti conosciamo un mucchio di esempi, non solo nel golf. Hanno avuto fiducia in me e io sono estremamente grato per questa cosa e, infatti, lavoro ogni giorno per ripagare la fortuna che ho avuto». Filippo ha il fisico di un fenicottero, magrissimo e altissimo ("Sono 1,93, ma in famiglia sono il più piccolo, sia mio padre che mio fratello Matteo sono più alti di me"), è cresciuto al Golf Torino e ha avuto i fratelli Molinari come esempi ("Da loro ho imparato lo spirito e l’attitudine al lavoro"). Nel terzo giro dell'Open ha avuto il supporto del pubblico e un grande aiuto anche in campo: "Devo ringraziare Pablo Larrazabal perché mi ha incitato per tutte le 18 buche, mi ha fatto stare tranquillo, lasciandomi tutto il tempo che mi serviva, offrendosi di tirare prima lui anche s toccava a me per farmi sistemare le idee". In effetti fra un "Vamos Filippo", un "olè" e un "querida!", sembrava di assistere a una gara di circolo con due amici impegnati a caricarsi l’un con l’altro: "Sul tee della 18 Pablo mi detto “dai che facciamo birdie tutti e due” e quindi ho sperato con tutto il mio cuore che lui imbucasse quell’approccino accanto al green, non è successo, ho fatto birdie solo io. Ma lui è stato speciale, difficile trovare qualcuno che ti metta così a proprio agio. Fantastica l'energia che mi ha trasmesso".

gforza torino

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 Tifoso del Torino, si definisce sportivo completo: "Sono molto appassionato di sport in generale. Gioco tanto a tennis, ho giocato a pallanuoto per sette anni in una squadra. Adoro i motori e le macchine, infatti se dovessi scegliere un solo sportivo da definire il mio idolo direi Leclerc. È proprio per questo che ho scelto il corso di laurea in design dei trasporti". A proposito, ci spiega che cosa fa un laureato in design dei trasporti? "Praticamente tutto quello che vedete sulle strade, che siano i camion, che siano le macchine, che siano le moto, nascono da noi. Diciamo che ci occupiamo della fase iniziale, prima che si arrivi alla parte ingegneristica. Ovviamente seguiamo delle regole, non è che mettiamo i fari dove ci pare, però è un lavoro molto bello e creativo e ormai sempre più ingegneristico". Però per il momento c’è il golf: "Conto di passare professionista a ottobre, punto ad avere già una buona carta, magari sull’HotelPlanner Tour". E se dovesse continuare a giocare come ha fatto in questi giorni, a disegnare le macchine ci penserà qualcun altro, Filippo sarà impegnato a vincere.

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