Disastro Kepa, due gol di O'Reilly e Pep solito cannibale: Arsenal battuto, al City la Carabao Cup

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Decisivo un errore del portiere spagnolo che regala a O'Reilly il gol del vantaggio. E in 4' il talento inglese trova pure la doppietta che chiude la finale

22 marzo - 19:45 - LONDRA

L’uomo della coppa è sempre lui, Pep Guardiola. A Wembley è la festa del suo Manchester City, che batte 2-0 l’Arsenal grazie alla doppietta di Nico O’Reilly e conquista la Carabao Cup, la coppa di lega che Pep diventa il primo allenatore a sollevare cinque volte. Un trionfo più che meritato, perché quando si è cominciato a giocare davvero dopo il sonnacchioso primo tempo, il City è sembrato più in palla, più determinato, più concreto. Grazie al nuovo talento lanciato quest’anno da Pep, che giusto ieri ha festeggiato i 21 anni, ma soprattutto grazie a una squadra più determinata, salita di livello ben prima che una papera di Kepa regalasse il vantaggio al City. Ha vinto anche in questo, Guardiola, nella scelta del portiere di riserva: sia lui che Arteta hanno deciso di dare fiducia ai loro numeri 12, ma quello dell’Arsenal ha sulla coscienza il gol dell’1-0 che ha cambiato la partita e di fatto spento il sogno Quadruple, mentre quello del City al 7’ ha fatto una tripla parata che ha frenato lo slancio iniziale dei Gunners. Le coppe si vincono anche così.

le chiavi

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O’Reilly avrebbe potuto farsi tanti regali per i suoi 21 anni, ma ha scelto la coppa coi tre manici, il trofeo numero 19 della gestione Pep al City. La sua doppietta, la seconda stagione, mostra quanto è cresciuto anche in zona gol. L’averla fatta sotto gli occhi di Thomas Tuchel, tra gli oltre 88mila di Wembley, lo candida a terzino sinistro titolare dell’Inghilterra al Mondiale. Il City ha vinto perché ha cambiato marcia quando c’è stato bisogno, trovando da O’Reilly i gol che ad altri non sono riusciti (Haaland a Wembley è andato in bianco per la settima volta in carriera). Con Bernardo Silva solito motorino inesauribile a centrocampo, il City torna a Manchester con una coppa in più e un vantaggio psicologico importante da provare a usare nel tentativo di rimonta in Premier. L’Arsenal ora ha 9 punti di vantaggio e una partita in più, ma con lo scontro diretto all’Etihad da giocare il 19 aprile il City vuole almeno provarci. Questa partita in fondo ha dimostrato che i rivali sono battibili e questo ko rischia di renderli più insicuri. Arteta ha scelto il momento peggiore per perdere una partita a Wembley per la prima volta in carriera. Lo ha tradito Kepa, sbagliando sul gol che ha dato via libera al City, ma anche una squadra incapace di accendersi, oltre quella tripla occasione al 7’. Kai Havertz da numero 10 ha fatto flop, Bukayo Saka ha confermato che gli manca ancora qualcosa per essere fenomeno, Viktor Gyökeres si è sbattuto tanto per mettere in difficoltà la coppia di centrali difensivi improvvisata da Guardiola (Dias ko, Guehi non utilizzabile in coppa) ma non ha mai avuto occasioni. Tanto che il migliore è stato Riccardo Calafiori, dentro al 65’ e l’uomo più attivo dell’Arsenal. Questa sconfitta, la prima dopo due mesi di imbattibilità in tutte le competizioni, non solo chiude il discorso Quadruple, quell’en plein mai riuscito a nessuno nel calcio inglese che per questi Gunners sembrava alla portata, ma fa venire dubbi sulla capacità mentale della squadra di Arteta di salire l’ultimo gradino che le manca per essere grande, quello di cominciare a vincere trofei. Le occasioni non mancheranno, perché l’Arsenal controlla la Premier ed è favorito sia nei quarti di Champions con lo Sporting che in quelli di FA Cup col Southampton, ma questa era una finale che sembrava poter vincere e invece si è incartato di nuovo con la coppa in vista.

la partita

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Solo una tripla parata di Trafford al 7’ nella lista delle occasioni di un primo tempo troppo tattico per poter essere spettacolare. La ripresa riparte col brivido di un’avventurosa uscita di Kepa fuori dall’area, chiusa per un giallo al portiere per fallo su Doku, prologo al pasticcio che l’estremo difensore dell’Arsenal combina al 60’: cross di Cherki da destra, Kepa si fa sfuggire il pallone in presa alta e O’Reilly dietro di lui lo trasforma nell’1-0 City. Si ripete quattro minuti dopo, sempre di testa, stavolta su assist di Nunes. Arteta chiede aiuto a Calafiori e Madueke (con Saka che si sposta trequartista) per provare a ribaltare la partita: l’azzurro è il più attivo dei suoi, con due occasioni importanti come la traversa che Jesus, altro subentrato, colpisce all’88’. È troppo poco: quando l’arbitro fischia la fine è la parte blu di Wembley a cantare sulle note di “Hey Jude” e ha sventolato le bandiere. Pep l’ha fatto di nuovo: ha vinto un trofeo col City.

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