L'esterno azzurro dopo le polemiche per l'esultanza alla qualificazione della Bosnia. "Guardavamo i rigori come si fa tra amici, inquadrati in un contesto con famiglie e bambini. Arroganti noi? Ma se non andiamo al Mondiale da 12 anni..."
28 marzo 2026 (modifica alle 14:16) - FIRENZE
“Ho deciso di essere qui in conferenza perché ci tenevo a sottolineare che ho un profondo rispetto per qualsiasi club e qualsiasi nazionale. Io e altri miei compagni, abbiamo avuto un semplice gesto istintivo, stavamo guardando i rigori come si fa tra amici…subito dopo mi sono messaggiato con Edin (Dzeko, ndr), gli ho fatto i complimenti e ci siamo fatti un reciproco in bocca al lupo…quel video ci ha ripreso in un contesto dove c’erano familiari e anche bambini, lo ritengo poco rispettoso “. Federico Dimarco chiude, così, il caso aperto nella notte di Bergamo quando le immagini Rai dell’esterno nerazzurro che esulta alla qualificazione della Bosnia a Cardiff avevano scatenato la reazione bosniaca. “Ho letto che ci hanno indicato come arroganti…mi domando come potremmo esserlo visto che non andiamo al Mondiale da dodici anni…”, precisa Dimarco.


