Diffida degli eredi di Mattei, 'premier non usi nome per il Piano'

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Via il cognome del fondatore dell'Eni dal Piano Mattei, progetto di partenariato con l'Africa e vanto del governo Meloni. A chiederlo, diffidando espressamente la premier dall'uso, è Pietro Mattei, uno dei nipoti ed eredi dell'imprenditore scomparso nel 1962. Che come racconta la Stampa, ha inviato una mail certificata alla presidenza del Consiglio e motiva l'azione legale con la distanza che lo zio avrebbe avuto dalle scelte dell'attuale governo. "In totale antitesi", rincara la dose denunciando una strumentalizzazione "a scopi di propaganda" che rischierebbe di "distorcere" l'eredità politica del fondatore.
    Allo scontro con Palazzo Chigi si aggiunge quello con l'Eni a cui Mattei jr reclama lettere e quadri appartenuti allo zio tra cui due nature morte di Giorgio Morandi. Sarebbe già pronta una citazione in sede civile al tribunale di Macerata a cui, però, l'azienda ha chiuso la porta: "I beni rientrano nel patrimonio aziendale di Eni", ha replicato il gruppo guidato da Claudio Descalzi.
    Cronaca di uno scontro a sorpresa sollevato a due anni dall'avvio del Piano intitolato all'ex dirigente, da tempo nel pantheon ideale degli italiani di riferimento per Fratelli d'Italia. E lo conferma ancora Francesco Lollobrigida definendolo "un personaggio che sta nella storia dell'umanità" per aver capito "come lo sviluppo sostenibile tra Asia, Europa e Africa potesse incanalarsi". Toni duri invece dagli eredi di Mattei, passati dal beneficio dell'attesa rispetto al governo alla delusione. "All'inizio ho detto: 'Vediamo che fanno'. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo sull'immigrazione, sui costi dell'energia, sui rapporti con gli Stati Uniti", riferisce Pietro Mattei che alla morte dello zio aveva 8 anni. Ma la sfida del fondatore di Eni, che riuscì a rompere il cartello del greggio promettendo ai paesi arabi e all'Iran una più equa distribuzione dei profitti, viene considerata agli antipodi con l'oggi. "Il contrario di quello che sta facendo Meloni", sintetizza l'erede. Ricorda quindi che il familiare "aveva sfidato gli americani, non era il loro servo" mentre la premier "non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?".
    Parole che sembrano aprire un altro fronte sulla leader, dopo gli 'schiaffi' del presidente Trump. E a cui si appiglia parte dell'opposizione. "Avete sbandierato un Piano Mattei vuoto", attacca il leader del M5s, Giuseppe Conte. E il suo partito annuncia un'interrogazione rivolta a Meloni e al ministro degli Esteri per avere conferma della diffida e sulle valutazioni del governo. Sulla stesa linea Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera: convinta che il caso "suona come una nuova grana per il governo", chiede di "sapere come si voglia porre rimedio".

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