Difesa, Milik e il modulo: Juve, cosa va e cosa non va dopo le prime amichevoli

1 giorno fa 4

Buoni riscontri dalla difesa, imbattute nelle amichevoli giocate fin qui. Zhegrova prova a rilanciarsi, a Gatti sta stretto il ruolo di vice Bremer

La Juve che si è intravista nelle amichevoli giocate fino a questo momento appare compatta e spigolosa quanto basta per avere ambizioni. “Siamo stati squadra”, ha detto Spalletti nell’ultimo post gara di Hong Kong, dove i bianconeri hanno affrontato il Chelsea, nel primo test estivo di alto livello. Ovvio che il cantiere è aperto, e che solo i prossimi colpi sul mercato riusciranno a dare maggiore contezza del potenziale juventino. Ma l’ennesima rivoluzione in dirigenza, insieme alla continuità del lavoro tecnico, sembra aver dato già forza al nuovo progetto. 

PUNTI DI FORZA

—  

Salta all’occhio il buon lavoro difensivo nonostante i continui cambi tattici. La squadra ha difeso sia a quattro sia a tre: Spalletti ha provato Gatti centrale dei tre, anche se il difensore continua a sentirsi stretto nel ruolo di vice Bremer. Non aver subito gol finora è un dato che premia anche gli altri reparti: la squadra in tutte le gare si è mossa bene senza palla, a partire dagli attaccanti. Un punto di forza non da poco nell’attesa di costruire nuove certezze. Nel frattempo, i dirigenti continuano a lavorare per potenziare la rosa sulle indicazioni dell’allenatore. 

LABORATORIO SPALLETTI

—  

In questo precampionato Spalletti sta testando diverse giocatori messi in rottamazione, nel tentativo di recuperare parte degli investimenti andati male. Se è vero che ha chiesto un centravanti strutturato, non ha perso tempo per dare a Milik l’opportunità di dimostrare di poter essere ancora utile. Esattamente come sta continuando a puntare su Douglas Luiz (accanto a Locatelli) per capire se il brasiliano possa dare una mano come avrebbe sperato la Juve quando lo ha preso. Il lavoro con gli esterni (uno fra Kalulu e Celik dirottato a sinistra) è utile anche per la scelta del modulo. 

SISTEMA

—  

Se Cambiaso viene dislocato dalla posizione di terzino, in effetti la Juve può cambiare volto. Sia perché Kalulu può agire pure da terzo centrale, valorizzando Bremer centrale e supportando uno fra Cambiaso e Celik a destra, sia perché Spalletti può guadagnare un uomo in più in mezzo al campo nella costruzione con meno rischi di concedere alle eventuali ripartenze degli avversari. Il tecnico fin qui ha lavorato sul 4-2-3-1, ma i segnali portano a pensare che il sistema possa facilmente evolversi sul 3-4-2-1, anche per esaltare le qualità di Yildiz e Alajbegovic. 

OGGETTI MISTERIOSI

—  

Sarà utile dare forma alle incognite presenti in rosa. A partire da chi, come Zhegrova, in teoria potrebbe dare una grande mano nel corso della stagione ma, nei fatti, per un anno ha dimostrato di essere poco affidabile. Se il gol contro il Chelsea potrà essere l’inizio di una nuova storia lo si comprenderà con il tempo, intanto sono calate le probabilità di una sua cessione. La Juve di grane da risolvere però ne ha pure altre, a partire dalla riorganizzazione dei portieri: sia Di Gregorio sia Perin vorrebbero rimanere, ma ci sarà spazio soltanto per uno. 

FUORI DAI GIOCHI

—  

Non ci sono margini per ricucire il rapporto con Nico Gonzalez, che ha già fatto sapere a Spalletti di non voler tornare alla Juve, e per ricollocare David, anche se quest’ultimo si è espresso in favore della permanenza a Torino per riscattarsi. Nel nuovo ciclo bianconero c’è poco tempo per stare dietro a chi negli ultimi anni ha sprecato i jolly a disposizione: uno di questi è Koopmeiners, per il quale non sono ancora arrivate proposte convincenti ma si attende la fine del mercato perché piace in Premier. In uscita pure Miretti e Cabal.

Leggi l’intero articolo