L'esterno della Francia, titolare all'esordio contro il Senegal, è in ballottaggio con Digne. Ma se decidesse di lasciare l'Al Hilal, rinunciando ai 20 milioni netti a stagione che percepirà fino al 2028, in Serie A qualche club un terzino così lo cerca...
Non è il giocatore più mediatico della Francia. Non è il capitano come Kylian Mbappé. E non ama neppure parlare molto. Eppure in questi giorni di Mondiale, il nome di Theo Hernandez è molto gettonato nella Francia di Deschamps. Per questioni di campo e pure di mercato. L'ex milanista ha giocato titolare la prima sfida con il Senegal a New York e, pur non mostrando la spinta dei giorni d'oro, ha fatto una gara discreta. Questo non vuol dire che oggi contro l'Iraq sarà confermato perché la sua alternativa, Digne, scalpita e potrebbe avere una chance per preservare Theo in vista dell'ultima sfida contro la Norvegia. Deschamps ci sta riflettendo: non vorrebbe fare molti cambi alla formazione utilizzata dal 1' contro i Leoni della Teranga perché intende dare la sensazione di snobbare quella che sulla carta è l'avversaria più "malleabile" del girone.
CAMPO
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Al tempo stesso, però, vuole coinvolgere più giocatori possibili nelle rotazioni e in questi giorni ha testato pure Koné al posto di uno dei due mediani (Tchouaméni e Rabiot) e tiene il dubbio a sinistra tra Doué e Barcola per completare le due linee offensive dove ci saranno Dembélé a destra, Olise in mezzo e Mbappé centravanti. Hernandez ha voglia di giocare e dipendesse da lui, sarebbe ancora tra i primi undici. Il fastidio che gli ha fatto saltare un paio di allenamenti con il gruppo dall'inizio del ritiro a Boston non c'è più e il ritmo, dopo un'annata "non allenante" al massimo in Arabia Saudita, lo sta già ritrovando. Di lui il ct si fida e non ha mai avuto dubbi se inserirlo nella lista dei 26 convocati insieme al fratello Lucas (nel 2021 i due sono diventati i primi fratelli titolari insieme nella nazionale francese dal 1932). Per questo lo ha sempre protetto anche quando Theo ha fatto i conti con qualche eccesso passato nella sua vita privata. Motivo? Quando sta bene il terzino ha pochi eguali come spinta e proiezione offensiva: nelle partite chiuse, una sua iniziativa può far saltare il banco avversario e garantire quell'ampiezza che mette in difficoltà le difese avversarie. È un'ala travestita da esterno basso. Un bel lusso.
MERCATO
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E poi c'è il discorso relativo al mercato che in teoria dovrebbe essere chiuso dal trasferimento della scorsa estate all'Al Hilal e dall'ingaggio faraonico da 20 milioni a stagione (per altri due anni). In realtà Theo il richiamo dell'Europa lo sente: ha scelto di raggiungere Simone Inzaghi perché la proposta economica era irrinunciabile ma anche perché nessun top club aveva mai bussato alla sua porta. C'era stato solo un tentativo dell'Atletico Madrid, che lo ha cresciuto nel suo vivaio prima che Theo si trasferisse al Real, ma la trattativa con il Milan non si è conclusa: così per 25 milioni il Diavolo lo ha mandato in Arabia Saudita. E adesso? Beh, qualcuno potrebbe aver bisogno di un terzino con queste caratteristiche. In Italia, in caso di cessione di Cambiaso, la Juventus si troverebbe nelle condizioni di prendere un laterale. Il Como, non è un mistero, lo aveva cercato nel gennaio 2025 ma Hernandez aveva detto di no a un ingaggio super. La risposta sarebbe la stessa adesso che la formazione di Fabregas ha centrato la qualificazione alla Champions? Discorsi comunque prematuri e che non tengono conto di eventuali sondaggi anche da parte di altre squadre europee. Un Mondiale su livelli importanti potrebbe accelerare trattative adesso impensabili e mettere il dubbio a Theo: i soldi arabi o il ritorno in una formazione che prende parte alla Champions League? A 28 anni sa benissimo che il suo futuro non può essere a Riad, ma in Europa. Deve solo trovare il modo per tornare. Meglio se dalla porta principale di un top club. E la Coppa del mondo può dargli una chance di brillare. Per far salire di nuovo il suo nome sul mercato.


