Battuto da Pichardo (17.44) e da Triki (17.43). Dallavalle stop dopo un tentativo. Pernici 8° in 1'44"79 negli 800 di Wanyonyi, specialità in cui la svizzera Werro vola in 1'55"33. Super Benjamin: 46"47 nei 400 hs
Il termometro, dopo una giornata di pioggia, non va oltre i 17 gradi. Il vento, in certi momenti intenso, è ballerino. Gli Europei sono terminati cinque giorni fa. Athletissima, la tappa di Diamond League di Losanna, non può non risentire di tutto ciò.
triplo
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Non è per esempio serata per Andy Diaz: il neocampione europeo del triplo, evidentemente un po’ scarico e non a proprio agio in condizioni ambientali sfavorevoli, è terzo con un per lui modesto 17.20 (-0.5) al secondo tentativo – concedendo 10 centimetri all’asse di battuta - e una serie difficile, con anche un 17.07, un 17.00 e un 16.90 quali soli altri salti validi. Il successo va al grande rivale Pedro Pablo Pichardo: il portoghese, di origini cubane come lui, si impone con 17.44 (-1.0), misura anche per lui centrata alla seconda prova, legittimato da un 17.32 e da un 17.26. Basta per precedere di un centimetro l’algerino Yasser Triki che, al sesto e ultimo tentativo, atterra a 17.43 (+2.7). Disco rosso anche Andrea Dallavalle, bronzo europeo a Birmingham: il piacentino, dopo un 16.27/-1.0, si ferma precauzionalmente per un fastidio al tallone destro (finisce settimo). Per Diaz arriva comunque la qualificazione aritmetica alla finale del circuito di Bruxelles, terzo con 21 punti alle spalle del giamaicano Scott, con 26 e dello stesso Triki, con 23. In Belgio, sabato 5 settembre, ci saranno anche Pichardo, il cubano Martinez e l’altro giamaicano Hibbert.
pernici sgonfio
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Anche il terzo e ultimo azzurro nel meeting, Francesco Pernici, risente delle fatiche inglesi. Il bresciano, in un 800 corso sempre nelle retrovie, è ottavo in 1’44”79, tempo comunque da non disdegnare. Solo che davanti si va molto forte: con una condotta di gara intelligente, è il keniano Emmanuel Wanyonyi ad avere la meglio (1’42”19) sull’algerino Sedjati (1’42”31) e lo statunitense Miller (1’42”55). Quarto finisce il canadese Arop (1’43”18), troppo veloce al passaggio ai 400 (48”66) e ai 600 (1’15”13).
conferme
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Alcuni campioni europei non falliscono, nonostante tutto. È il caso, su tutti, della svizzera Audrey Werro che vince gli 800 in 1’55”33, primato del meeting tolto alla britannica Hodgkinson e crono che avrebbe potuto essere persino migliore se il passaggio a metà gara fosse stato un po’ più accorto. Alle sue spalle cresce ancora l’olandese Femke Bol: 1’55”41, tempo che ora le consenti di detenere il primato nazionale individualmente e non più in comproprietà con Hellen Van Langen. Si confermano anche l’immenso greco Miltiadis Tentoglou, che si impone nel lungo con 8.24 e la slovacca Emma Zapletalova, che domina i 400 ostacoli in 52”41. Nella specialità, nella stagione, ha vinto otto gare su nove.
primati
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Cadono altri tre record di Athletissima: il più prestigioso è quello dei 400 ostacoli maschili, autore lo statunitense Rai Banjamin, con 46”47 terzo uomo dell’anno. Il campione olimpico e mondiale della specialità, nell’unica uscita stagionale nel giro di pista con barriere – le altre… senza, fino al personale di 44”05 - batte dopo 45 anni il limite detenuto dal leggendario connazionale Edwin Moses con 47”14. Gli altri primati portano le firme della statunitense Masai Russell (12”27/-0.2) e di Winfred Yavi, portacolori del Bahrein che fa suoi i 3000 siepi (9’00”04). Ci sono altre vittorie di atleti del Bahrein (di Birhanu Balew nei 5000 con 12’57”55), degli Stati Uniti (di Jamal Britt nei 110 hs con 13”13/-0.5, di Kayla White nei 200 con 22”18/+0.3 e di Hana Moll nell’asta con 4.84). E anche del Botswana: i 200 vanno a Letsile Tebogo in 19”86 (-0.3). La Svizzera argento europeo vince la 4x100 femminile in 42”91. Poi le gare di giavellotto, appannaggio del cingalese Rumesh Pathirage (88.14) e della rediviva giapponese Haruka Kitaguchi (64.90). L’universalità dell’atletica.



