Diamond League a Rabat: Pernici e Coiro ok negli 800, Ruppert record europeo nei 3000 siepi

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Francesco corre in 1'44"40, Eloisa in 1'58"42, seconda italiana di sempre dopo Gabriella Dorio. Il tedesco, nella gara vinta da El Bakkali, primo uomo del Vecchio Continente sotto gli otto minuti

Andrea Buongiovanni

Giornalista

31 maggio - 22:46 - MILANO

Nel segno di Soufiane El Bakkali: il pubblico della terza tappa della Diamond League 2026, a Rabat, in Marocco, in chiusura di meeting, va in escandescenze per il suo decorato siepista, a segno per la quinta volta consecutiva. Il due volte olimpionico e due volte iridato, con un gran finale, vince in 7’57”25, siglando la terza miglior prestazione mondiale stagionale della serata, a 57/100 dal personale. In scia, super prestazione del 29enne tedesco Frederik Ruppert, primo europeo a infrangere - e non di poco - il muro degli otto minuti: 7’57”80. Il progresso sul primato continentale (8’00”09 del francese Mahiedine Mekhissi, Parigi, 6 luglio 2013) è di 2”89, quello sul personale (8’01”49, Rabat, 25 maggio 2025) addirittura di 3”69. I suoi risultati più prestigiosi? Il successo nella finale del circuito di Zurigo 2025 e il quarto posto agli Europei di Roma 2024. Sotto gli otto minuti finisce anche il keniano Simon Koech, terzo in 7’59”44. Di simile valore, nel contesto, è il 19”69/+0.4 sui 200 dello statunitense Kenny Bednarek, imperiale dal primo all’ultimo metro. Respinto al mittente, tra gli altri, il campione olimpico, il botswano Letsile Tebogo, secondo in 19”96.

gli 800

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Dopo la rinuncia ai 1500 di Nadia Battocletti per meglio preparare i 5000 di giovedì al Golden Gala, sono cinque gli italiani in gara. Le cose migliori, tecnicamente parlando, arrivano dalla 800. Eloisa Coiro, infatti, diventa la seconda azzurra di sempre alle spalle della leggendaria Gabriella Dorio. La 25enne romana delle Fiamme Azzurre, coraggiosamente tra le prime fino ai 600 (57”18 alla campana), finisce nona, ma correndo in 1’58”42. Lima così 22/100 al personale ottenuto un anno fa nel medesimo meeting e scavalca Elisa Cusma nella lista nazionale. Il primato della vicentina, che risale a 46 anni fa ed è in assoluto il più datato tra quelli femminili italiani, resta a 76/100. Il successo va alla 22enne svizzera Audrey Werro con un significativo 1’56”56. Anche Francesco Pernici chiude nono, ma a sua volta con un buon 1’44”40. Il 23enne finanziere bresciano della Val Camonica resta a 56/100 dal personale e a 7/10 dal primato italiano di Marcello Fiasconaro e Andrea Longo. Si muove con buon acume tattico, transita ai 400 in poco meno di 51” e ha un finale importante. Davanti la scena è tutta per il britannico Max Burgin che vince in 1’42”98, permettendosi il lusso di precedere il campione olimpico della specialità, il keniano Emmanuel Wanyonyi che, all’esordio stagionale sulla distanza, a 1’43”56.

altri azzurri

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Gloria relativa per gli altri atleti tricolori: Leo Fabbri è quinto nel peso con 21.42 (nella serie anche un 21.39). Il fiorentino, con lo statunitense Joe Kovacs vincitore con 22.58, perde nel mentre la titolarità della miglior prestazione mondiale stagionale (22.50). Davanti a lui, non lontani, altri tre statunitensi: Ryan Crouser (21.59), Jordan Geis (21.56) e Roger Steen (21.52). Il neopapà Zane Weir, poche ore prima, era tornato dopo un anno a 21.00, terzo nella polacca Bialystok. Zaynab Dosso si esprime sottotono: nei 100 della vice iridata giamaicana Tina Clayton (10”85/+0.3), è settima in 11”25, indietro sin dalle prime fasi di gara, di solito il suo punto forte. Anche Ayo Folorunso, al debutto stagionale nei suoi 400 ostacoli, brilla poco: è in gruppo fino alla quinta-sesta barriera, poi si perde e finisce settima in un per lei modesto 55”25. Piace molto, invece, la 25enne bronzo iridato Emma Zapletalova, vincitrice in 52”82, record slovacco e miglior crono mondiale 2026. Prossima fermata: Roma. Giovedì sera, all’Olimpico, sarà spettacolo.

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