Di Natale e la crisi del gol: "Poca qualità in area e fuori. E si palleggia troppo"

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L'ex attaccante, capocannoniere con 29 e 28 gol in due stagioni consecutive, spiega la crisi offensiva della Serie A: "Anche i centrocampisti rifiniscono meno rispetto al passato"

Filippo Cornacchia

Giornalista

11 marzo - 12:23 - MILANO

Due volte re dei bomber in Italia: 29 reti nel 2009-10 e 28 nel 2010-11. Complessivamente 209 gol in Serie A tra Empoli (18) e Udinese (191). Totò Di Natale, sesto miglior goleador di tutti i tempi del nostro campionato a ruota della coppia Meazza-Altafini (216) e davanti a sua maestà Roberto Baggio (205), ha lasciato il calcio nel 2016 e da allora ogni anno assistiamo a un calo generale delle marcature. In Serie A mancano 62 gol rispetto alla 28esima giornata della passata stagione e addirittura 99 in confronto allo stesso periodo del 2016. 

Qual è il problema? 

"Sono diversi. Il nostro campionato non ha più i bomber degli anni d’oro, ma nemmeno quelli dell’ultimo decennio: penso a Higuain, Ibrahimovic, Icardi, Immobile, Osimhen… Tutti goleador seriali, centravanti da 20-30 reti a campionato e anche di più. Meno qualità negli ultimi metri e anche nei centrocampisti che devono rifinire l’azione". 

C’è dell’altro? 

"Molte squadre prediligono palleggiare molto e anche dal basso, il risultato è che si vedono meno azioni dirette verso la porta. Questo modo di giocare spesso facilita il lavoro delle difese avversarie, che hanno più tempo per ragionare e “leggere” le varie situazioni". 

In Premier segnano con dei bolidi da fuori, qui nessuno da fermo. Io ne avrò segnati 15...

Antonio Di Natale

Quali gol mancano soprattutto al nostro campionato? 

"La percezione è che in Italia si segni meno che altrove con le conclusioni dalla distanza. In Premier League, ad esempio, ammiriamo tanti giocatori che fanno gol con dei bolidi da fuori area. Non conosco i numeri, però la sensazione è che manchino anche un po’ di reti su calcio di punizione rispetto al passato. Un tempo se ne vedevano di più. Io avrò realizzato una quindicina di gol da fermo". 

Per tornare alle buone abitudini del passato “basta” portare in Italia qualche bomber dall’estero? 

"Tornasse Osimhen, i numeri sicuramente migliorerebbero… Ma anche Lewandowski a 37 anni potrebbe dare una bella mano al conteggio generale". 

La squadra che ha “perso” più gol (-24) rispetto alla passata stagione è l’Atalanta: stupito? 

"No, perché Gasperini è un bomber. Gasp è po’ come Zeman: esalta gli attaccanti. L’impatto di Malen sulla Roma è soltanto l’ultimo di molti esempi: pensate a Borriello al Genoa o a Retegui l’anno scorso a Bergamo". 

Nonostante l’infortunio di Vlahovic (assente da fine novembre) e le difficoltà sotto porta di David (5 reti in Serie A) e soprattutto di Openda (1), la Juventus invece ha messo a segno 5 gol in più rispetto al campionato scorso: come se lo spiega? 

"Semplice, Spalletti è un fenomeno. Lo dico per esperienza personale, sono stato allenato da Luciano a Udine. Il gioco di Spalletti agevola gli attaccanti: io, Iaquinta e Di Michele tiravamo in porta almeno 4-5 volte a testa".

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