Il rilancio con Vale, la fidanzata, la stagione felice. Il Diggia ci crede: "Mi sarebbe piaciuto avere più vittorie, più podi, ma non recrimino: quest'anno una chance c'è"
27 giugno 2026 (modifica alle 09:22) - ASSEN (PAESI BASSI)
Tutti parlano di Marco Bezzecchi che ha perso tanto terreno, di Marc Márquez che gliel’ha recuperato, di Jorge Martin che adesso gli è addosso. Eppure, al terzo posto, primo tra i piloti di team indipendenti, c’è lui, il Diggia. In questa prima parte della stagione, Fabio Di Giannantonio è stato di gran lunga il più costante dei ducatisti. E infatti è davanti ai due ufficiali, con 17 punti più di Marc Márquez e 30 più di Francesco Bagnaia. E come loro ha beneficiato dei misfatti accaduti alle Aprilia negli ultimi due GP. “ Io sto pensando di fare il mio meglio possibile ad ogni gara. Anch’io ho avuto la mia buona dose di episodi sfortunati, senza i quali potrei avere certamente più punti. Ma è così che sono fatti i campionati: si commettono degli errori, succede ai piloti e alle squadre”.
Però si sente in partita per il Mondiale?
“Eh, certo. Se no cosa starei qui a fare…”
Giusto. Domenica scorsa a Brno ha detto di avere imparato qualcosa da quella strana gara, cominciata male e terminata al quarto posto con il giro veloce assoluto. Cominciamo da lì.
“Devo imparare a gestire meglio determinate situazioni, soprattutto ad inizio gara. Mi sono però anche reso conto di aver fatto qualche progresso. In Repubblica Ceca da una serie di analisi ci siamo che al via avremmo potuto fare qualcosa di meglio. Infatti già lì ci siamo riusciti. Da adesso in avanti mi aspetto di partire sempre bene. E’ fondamentale, perché poi in questa MotoGP è molto difficile sorpassare”.
Quindi c’è ancora margine, però va detto che anche già così questa è la sua miglior stagione…
“E’ il mio quinto anno in MotoGP, e fortunatamente per la prima volta non ho dovuto cambiare la maggior parte della squadra rispetto alla stagione precedente. E questo cambia tantissimo le cose: fin dal primo test in Malesia ci si conosce tutti, ci sono una serie di dati certi su cui lavorare. Fa una differenza incredibile”.
Vedo valori in campo abbastanza equilibrati. Marquez è un pericolo pazzesco, Bezzecchi sta facendo una stagione incredibile
Fabio Di Giannantonio
È sorpreso di essere lì, non tanto il terzo posto, quanto davanti alle Ducati ufficiali?
“No. Vedo valori in campo abbastanza equilibrati. Marc è un pericolo pazzesco, Bez sta facendo una stagione incredibile con l’Aprilia che è cresciuta tanto”.
Torniamo al finale di stagione 2023, quando rischiava di non avere più una sella e poi, con la vittoria in Qatar, si è riaperta la sua carriera. È una sua caratteristica quella di dare il meglio con le spalle al muro?
“Penso di poter essere considerato una persona positiva, che non si butta mai giù. Cerco sempre di vedere il lato buono delle cose. Se sai di dare sempre il 100%, riesci a non farti fare influenzare né dalle cose positive né da quelle troppo negative. Nello specifico, nel 2023, i risultati si sono concretizzati solamente verso fine anno, ma in realtà era già da metà stagione che andavo forte, solo che erano successe tutta una serie vicissitudini per cui in gara il risultato spesso non era arrivato. Ma anche lì: venivo da un anno in cui avevo cambiato la moto, avevo cambiato la squadra. Non è mai stato tanto facile”.
Ed è stato a quel punto, a fine 2023, che è uscita l’opportunità con la VR46. Lei non faceva parte di quel giro…
“No, io e Bastianini siamo gli unici italiani della nostra generazione a non essere passati da lì. Ma non c’era una ragione specifica, semplicemente non ci eravamo mai incrociati. Ho sempre avuto molta ammirazione per quello che avevano fatto fino a quel momento e che continuano a fare. Penso che loro abbiano visto qualcosa in me. Gliene sono molto grato, cerco in ogni modo di ripagarli della fiducia. La cosa molto bella è che io ora sposo completamente l’essenza di questo team, mi ci trovo benissimo. E invidio i piloti che ci sono passati prima di me e che ci sono stati per tanto tempo. Perché qui sono capaci di tirarti fuori qualcosa in più, il meglio di te”.
Però le strade si divideranno, andrà in K TM dove sarà pilota ufficiale come desiderava..
“Ancora non ci sono annunci ufficiali, quindi non posso commentare. Né dire nulla”.
Negli ultimi GP si è visto un recupero da parte dei piloti ufficiali Ducati. È cambiato qualcosa?
“Marquez all’inizio della stagione era condizionato perché non era a posto fisicamente. Pecco è pur sempre un campione del mondo e non credo che il suo valore fosse quello delle prime gare. E poi, in ogni caso, stiamo parlando di un Factory Team, che ha a disposizione almeno una ventina di persone sulle moto più di quelle che abbiamo noi. Quindi strano era ciò che accadeva prima…”.
Ha dei riti, delle azioni, una musica che caratterizzano il suo fine settimana di gran premio?
“Ho una mia routine, ma non ho scaramanzie. Non voglio avere ritualità, perché poi se si dovessero spezzare il solo pensiero di averle interrotte potrebbe generare debolezza. Non ascolto musica quando sono alle gare, l’esatto opposto di quello che mi accade nella vita di tutti i giorni, anche perché la mia fidanzata fa la dj. Non ascolto nulla perché ad ogni brano associo pensieri, ricordi, considerazioni. E non voglio avere distrazioni. Preferisco stare con le mie persone, a cominciare dal mio migliore amico, che si chiama Fabio anche lui, detto Fob, sempre presente ad ogni gara, e poi ci sono Cristian, il fisio che mi segue fino a un secondo prima del via, e Dario il fotografo. Grazie a loro anche un momento che potrebbe diventare di tensione come quello dell’ingresso in pista diventa invece rilassatissimo”.
Dove da un po’ è appunto presente la sua fidanzata, la dj Jay Carol Gigli…
“Si cresce. Ho conosciuto una persona fantastica con cui mi trovo in un sacco di cose. È una figura fondamentale anche per le mie performance e i miei risultati: mi ha insegnato a concentrarmi anche nella vita vera, al di fuori della moto, a fare attenzione ad aspetti che magari prima io ritenevo poco importanti. Trovare un equilibrio fuori mi ha aiutato ad essere migliore in pista. Sono in un momento molto felice con lei”.
Riesce a seguirla nella sua attività?
“Eh, io lavoro di giorno, lei di notte. Ma troviamo sempre la soluzione, a costo di fare i salti mortali. Una volta eravamo in vacanza in Spagna mi hanno chiamato, dovevo andare di corsa a Silverstone. Appena arrivati là è arrivata una serata per lei, immediatamente allora siamo volati insieme in Italia. Per poi tornare in Spagna. Tutto nell’arco di poche ore. Cerchiamo di stare insieme il più possibile. È una cosa bella”.
Non sarei l’uomo che sono se non avessi conosciuto le persone che hanno attraversato la mia carriera. Mi sarebbe piaciuto avere più vittorie, più podi. Ma non recrimino nulla.
Fabio Di Giannantonio
Finora in carriera ha avuto meno di quello che si merita?
“Non sarei l’uomo, il pilota, che sono se non avessi conosciuto tutte le persone che hanno attraversato la mia vita e la mia carriera. Mi sarebbe piaciuto avere più vittorie, più podi. Mi piacerebbe essere stato campione del mondo. Ma non mi sento di recriminare su nulla”.
Quindi l’obiettivo è come se l’avesse già indicato…
“È tutta la vita che lavoro per diventare campione del mondo”.
E tutta la vita che lavora per diventare campione del mondo del 2026…
“(Risata). Eh sì, ci proviamo. Sono qua apposta. E una chance c’è…”.


