Sempre in testa! Dopo un 2025 complicato, Dariya vince con 14,60 metri: il suo nuovo primato personale e miglior prestazione europea del 2026. Primo successo azzurro femminile in questa specialità
"Credo che Dariya abbia le possibilità per andare a medaglia e, se mi chiedete quale, io penso a quella più importante". Era corretta la previsione di Alessandro Nocera, il tecnico torinese che dal 2021 allena a Formia (Latina) Dariya Derkach. La sua allieva, in grande spolvero fisico ma soprattutto mentale, domina con autorevolezza una finale piuttosto ventosa del salto triplo agli Europei di Birmingham e vince la medaglia d’oro con un quarto tentativo da 14,60 metri (vento +1,9 m/s), il suo nuovo primato personale battendo il 14,52 realizzato nel 2023. È il primo successo azzurro femminile in questa specialità: fino a stasera il miglior risultato era l’argento di Simona La Mantia a Barcellona 2010. L’Italia sale a quota sei medaglie (3-2-1).
la gara
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Non la prendono più. Già dopo il primo salto di Dariya Derkach sembra di sentire la voce di Sandro Pertini sulle tribune dell’Alexander Stadium: 14,53 metri, sarebbe il primato personale ma non è omologabile per il troppo vento a favore (+2,1 m/s), eppure basterebbe anche per la medaglia d’oro. Derkach è in stato di grazia come durante le qualificazioni (14,42): al secondo tentativo salta 14,48 (+1,3), al terzo volerebbe addirittura oltre i 15 metri ma è nullo. Il quarto è appunto quello del trionfo, il quinto è ancora sopra i 14 metri (14,29), l’ultimo (nullo) è pura formalità. Argento per la belga Saliyya Guisse (14,46, +2,4), bronzo per la bulgara Aleksandra Nacheva (14,40, +3,4). Peccato per Erika Saraceni, prima dopo le qualificazioni con il personale di 14,50 (+0,7): la 20enne milanese paga la tensione e chiude al 12° posto con 13,48 metri (+2,2).
il riscatto
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Derkach si presenta all’intervista avvolta dalla bandiera tricolore e con la medaglia al collo. Scopre in ritardo che il 14,60 che le è valso il successo è omologabile, vento al di sotto dei 2 metri al secondo (+1,9), e festeggia: "Evvai, ho fatto il mio record personale!". Poi spiega: "È la serata più bella della mia carriera, sono felicissima. Oggi avevo una tensione pazzesca addosso, sapevo di poter fare bene ma ogni gara poi è diversa. Il terzo salto (nullo) era bello, il quarto è andato ancora meglio". Sulle tre operazioni dell’anno scorso, l’azzurra dice: "Come ho fatto a non arrendermi? La fiamma dentro di me era ancora accesa, la voglia di riscatto ha fatto il resto". A proposito di rientro dagli infortuni, queste le parole di Erika Saraceni: "Quest’anno mi sono allenata poco a causa di vari problemi fisici e stasera ho sofferto molto il vento, non avevo dimestichezza con gli appoggi. Due mesi fa avrei firmato per essere qui adesso, ma sono un po’ amareggiata per come è andata a finire".
NATA IN UCRAINA
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Dariya Derkach ha 33 anni, è nata in Ucraina e si è trasferita a Pagani, in provincia di Salerno, nel 2002. Gareggia per l’Aeronautica Militare. I suoi genitori (Serhiy, ex decatleta, e Oksana, ex triplista) l’hanno allenata fino al 2021, quando è passata sotto la guida di Nocera. Vive a Formia (Latina) e appena può sale in moto, la sua grande passione. Finalista mondiale e olimpica, nel 2023 ha vinto l’argento agli Europei indoor di Istanbul. Quella di Birmingham è la prima medaglia outdoor della sua carriera, che arriva dopo un 2025 complicatissimo, caratterizzato da ben tre operazioni ai tendini d’Achille (due volte il sinistro e una il destro). La sua tenacia le ha comunque permesso di partecipare agli ultimi Mondiali di Tokyo, dove si è fermata nelle qualificazioni. Nocera la definisce "una persona introversa, tiene molto dentro di sé e fa fatica a esternare. Ha però una grande determinazione e un atteggiamento molto forte". Derkach non è più tornata in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa del 2022: segue a distanza, con preoccupazione, il destino del suo paese d’origine, dove vivono ancora alcuni suoi parenti.



