In vista del voto del 22 giugno per la presidenza della Federcalcio si torna a parlare di un ex giocatore. Anche Malagò è pronto ad averne uno al suo fianco
È un’ipotesi suggestiva, che puntualmente vive il suo momento di gloria quando ci si avvicina al voto, ma che alla fine non trova mai compimento. Quale? Un ex calciatore come presidente federale. In Italia non si è ancora mai visto, ma altrove ci sono stati grandi nomi che dal campo sono passati alla scrivania più prestigiosa del calcio del loro Paese, come Weah, Savicevic, Boniek e Shevchenko. Un giocatore che abbia testa e competenza può sicuramente essere utile, l’importante è che non finisca con l’essere il nome noto piazzato lì da qualcuno che pretenda poi di “dirigerlo”. Insomma, il classico «mettiamoci un calciatore» già sentito in passato.
esperienza di campo
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Di sicuro un giocatore potrebbe dare un contributo importante se si trovasse ad affiancare un dirigente. E in questo senso sembra che l’idea di portare con sé in via Allegri un esperto venuto dal campo stuzzichi anche Giovanni Malagò. L’ex presidente del Coni e della Fondazione Milano Cortina, al momento è la figura più apprezzata tra i possibili candidati alla presidenza della Federcalcio (si voterà, ricordiamolo, il 22 giugno, mentre la deadline per la presentazione delle candidature è fissata per il 13 maggio), ha notoriamente tantissimi amici nel calcio e ha sempre creduto nel valore dirigenziale degli atleti (basta chiedere a Federica Pellegrini o Diana Bianchedi). C’era lui alla guida del Coni che commissariò la Figc dopo il voto andato a vuoto di gennaio 2018: Roberto Fabbricini commissario, ma uno dei subcommissari era Alessandro Costacurta. Un nome che gli sta a cuore e che ha l’esperienza e le competenze necessarie per contribuire a un processo di svolta per il nostro calcio.
Questione maldini
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Malagò è legato anche a Paolo Maldini, profilo decisamente alto, per molti adatto anche a gestire da solo la presidenza. Il suo nome è tra quelli che circolano di più in questi giorni come alternativa all’ex presidente Coni, secondo alcuni è tra i più graditi al ministro per lo Sport Abodi, ma viene da chiedersi se (al netto della presenza di suo figlio in un club di Serie A), riterrebbe opportuno andare a sfidare una personalità sportiva di livello come Malagò. Che ha di certo ottimi rapporti anche con un altro ex campione che sul fronte federali ultimamente si è esposto parecchio: Alessandro Del Piero. Ospite di Sky Sport, l’ex numero 10 bianconero ha parlato come quando si presenta un manifesto elettorale: "Quello che serve ora è la voglia di reagire e di ripartire, e c’è solo un metodo: rimettersi in gioco, lavorare e studiare; farlo con un entusiasmo, da ricercare dentro di noi con quello che ci ha sempre caratterizzato come popolo italiano. Per farlo serve un team. Credo nel gioco di squadra, non penso possa esistere una sola persona che risolva tutto. Le lacune sono tante: i settori giovanili non vanno bene, gli stadi nemmeno e così gli investimenti, e giocano molti meno italiani. Alcune cose si possono sistemare, altre un po’ meno. Si parla tanto di progettualità, ma se ne parli poi devi rispettare dei passaggi, ci deve essere una solidità di base. Oggi, troppo spesso, tutto è consumato troppo in fretta. Io non ho le soluzioni a tutto, ma si deve partire da un presupposto chiaro: oggi con l’Italia Under 15, 16 o 17 facciamo cose straordinarie, ma nell’Under 21 non arriviamo in alto, mentre ai miei tempi vincevamo. Questo è un aspetto da analizzare: che succede in quel frangente?". Ha le idee chiare ed è una persona che piace in modo piuttosto trasversale. Non a caso subito prima dell’ultima elezione di Gravina, a febbraio 2025, era spuntato il suo nome come alternativa al presidente.
OPZIONE ALBERTINI
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Parlando di ex calciatori candidabili è impossibile non parlare di Demetrio Albertini. L’Assocalciatori ha in mente soprattutto lui (e Damiano Tommasi in seconda battuta): «Era il sogno del compianto avvocato Campana», ha commentato alla Gazzetta il presidente dell’Aic Umberto Calcagno. Sul sito della Federazione, l’elenco dei suoi incarichi federali è lungo quindici righe: ha già fatto di tutto, è stato subcommissario con Rossi e vicepresidente con Abete, ma soprattutto si è già candidato alla presidenza (come Tommasi a gennaio 2018 del resto) venendo sconfitto poi da Tavecchio nel 2014. Un campione che potrebbe piacere alla politica e mostrare una certa continuità con il passato (ma è quello che stiamo cercando?) è Gigi Buffon, ma finora su di lui nessuno si è espresso.
oltre maggio
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Per capire se alla fine (al netto di Albertini) un ex calciatore parteciperà alla corsa bisognerà attendere, parecchio. È probabile che l’eventuale nome spunti a due giorni dalla chiusura delle candidature, il 13 maggio. E magari sarà qualcuno su cui si tenterà fino all’ultimo di tenere il massimo riserbo. Basterà?




