Debutta il magazine Vernissage, il primo numero racconta il desiderio

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È dedicato al desiderio il numero di debutto di 'Vernissage', il nuovo progetto editoriale de 'Il Giornale dell'Arte' dedicato alle intersezioni tra arte, moda, lusso e collezionismo contemporaneo. Il magazine, curato da Jacopo Bedussi e diretto da Luca Zuccala, propone una riflessione sul desiderio come spazio di tensione, attesa e possibilità.
    "Abbiamo ridato vita a un nome che esisteva già, perché Vernissage faceva già parte de Il Giornale dell'Arte, siamo orgogliosi di 40 anni di storia e abbiamo pensato di ridargli vita in una versione semestrale - ha spiegato Bedussi -. Abbiamo immaginato per ora i primi tre numeri, il primo sul desiderio, il secondo sull'assenza e il terzo sul potere, che rappresentano dei cardini di cose che stanno succedendo e possono produrre pensiero".
    Il primo numero si apre con un saggio della giornalista Premio Pulitzer Robin Givhan, presentato volutamente senza immagini. La copertina, firmata da Walter Pfeiffer, rappresenta una scultura classica avvolta da una pellicola trasparente che aderisce al marmo come una seconda pelle. All'interno ci sono poi contributi di autori internazionali - tra cui Mariuccia Casadio, Emanuele Farneti, Francesca Lagioia - che affiancano portfolio fotografici e saggi che attraversano moda, media e cultura visiva.
    Il magazine sarà in edicola dal 15 aprile ad un prezzo di 20 euro per 128 pagine, con l'obiettivo di essere accessibile e di alta qualità. Nei mesi off, il progetto continuerà a vivere all'interno de Il Giornale dell'Arte, con pagine dedicate interamente curate da Jacopo Bedussi. "La carta è resistenza, abbiamo implementato pagine e settori. In questo ultimo anno Il Giornale dell'arte si è ampliato, perché nella complessità del mondo dell'arte non si può rimanere verticali - ha commentato Luca Zuccala -. Bisogna ampliare il segmento arte con tutte le sue declinazioni e adesso ci contaminiamo con tutto quel mondo che è il design, il lusso, la moda. Vogliamo trattare questo mondo che spesso è considerato brutalmente effimero con una densità e una qualità che possano far vedere tutte le molteplici sfaccettature".
   

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