De Winter e l'incubo Hojlund: dal 3 in pagella alla sfida di Pasquetta. Ma intanto Koni è rinato

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Il belga in Supercoppa perse il duello con il centravanti del Napoli e prese un votaccio. Tre mesi dopo, è un altro giocatore

Luca Bianchin

Giornalista

5 aprile - 12:57 - MILANO

Labirintite da Hojlund. La diagnosi dopo la Supercoppa, per Koni De Winter, è arrivata chiara: KDW a Riad ha perso nettamente il duello con il centravanti del Napoli ed è diventato il simbolo di uno dei peggiori Milan della stagione. Nelle pagelle della Gazzetta prese 3 e molti tifosi conclusero: "Non è da Milan". Macché, l'opposto: De Winter ha usato Riad come trampolino per risalire e nella serata di Pasquetta ritroverà Hojlund da uomo nuovo, da titolare del Milan. Chi lo conosce dice che Koni aveva bisogno di un momento come quello, uno shock per capire che cosa è il Milan e quanto pesano gli errori in un grande club. È sempre stato talentuoso, calmo, sicuro di sé. Forse troppo.

come è rinato

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De Winter nelle vacanze di Natale giocò subito molto bene contro Verona e Cagliari, dando un segnale. Il punto più alto, in questi mesi, è stato probabilmente il derby, giocato con sicurezza, vincendo il duello con Pio Esposito e Bonny. "Koni ci ha sempre messo un po' per ambientarsi - ha detto a marzo Andrea Bonatti, suo ex allenatore nella Primavera della Juve -. Quando si trova a suo agio, però, mette la quarta e non lo fermi più". Il Milan conferma. Come abbia fatto a risalire non è così semplice da spiegare. Sicuramente, gran parte del merito è suo, di un carattere tranquillo, in pace col mondo. Poi bisogna dare il giusto credito a Tare e soprattutto Allegri, che gli hanno parlato e dato fiducia. Con l'infortunio di Gabbia, De Winter ha avuto continuità e ha ripagato il suo allenatore. Gli resta da convincere al 100% Rudi Garcia, c.t. del Belgio, che nella sosta gli ha fatto giocare dall'inizio solo una partita su due. Non è ancora un titolare indiscusso, ma può diventarlo presto.

hojlund e la opel agila

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E adesso, come farà con Hojlund? De Winter non è il tipo da metterla sul personale, da costruire la vigilia sulla voglia di rivincita. Quando si troverà uno contro uno con il 19 del Napoli, eviterà che il danese faccia perno sulla gamba destra e corra in porta, come è successo in Supercoppa. Lo farà con calma, più elegante che aggressivo, a modo suo come sempre. In Belgio, nella sosta, si è scherzato sulle auto con cui i giocatori si sono presentati in ritiro. Tanti hanno sgasato con la Ferrari o la Porsche, mentre Koni è andato umile, con la Opel Agila di famiglia, vent'anni di onorato servizio e qualche botta non riparata sulla fiancata sinistra. "Per noi non è mai stata una cosa importante - ha spiegato De Winter -. Mio papà ha una vecchia auto in cattivo stato e io sono fiero di quell'auto: mi ha portato in molti posti e io, di lei, non mi vergogno". KDW, uno del popolo. 

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