Dazi Usa sulle auto, Urso: "Stop al green deal europeo"

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"Regole ideologiche" che pesano sull'automotive, aggiunge la premier Meloni. Il Canada risponde con dazi al 25% sulle auto statunitensi. Stellantis chiude una fabbrica per due settimane

Alessandro Conti

Giornalista

3 aprile - 20:20 - MILANO

Chi rilancia con contro-dazi e chi chiede lo stop del green deal europeo. Reazioni di genere differente dettate da necessità differenti. Il ministro per il Made in Italy Adolfo Urso, rispondendo al question time in Senato ha chiesto "l'immediata sospensione delle regole del green deal che ha portato al collasso l'industria automobilistica, peraltro la più colpita dai dazi americani". Il green deal, tramite il regolamento Fit for 55, prevede anche il divieto di vendita di automobili nuove con motore termico nell'Unione europea a partire dal 1° gennaio 2035, "regole ideologiche non condivisibili sul settore dell'automotive" come le ha definite la premier Giorgia Meloni paragonandole a "dazi autoimposti". "Chiediamo - ha aggiunto Urso a palazzo Madama - uno shock di deregulation e chiediamo l'introduzione del principio del buy european". Il primo settore a essere colpito dalla raffica di dazi sulle importazioni decisi dagli Stati Uniti, e annunciati dal presidente Usa Donald Trump il 2 aprile, è stato l'automotive con la tariffa in entrata in America del 25% a partire dal giorno successivo. Seguono nuove imposizioni su altri generi merceologici il 5 e il 9 aprile. Per il 3 maggio invece è in programma l'entrata in vigore dei dazi Usa del 25% sulle componenti auto.  

Stellantis sospende la produzione

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Intanto due scossoni riguardano Stellantis. L'agenzia di valutazione Fitch taglia il giudizio sul gruppo auto passandolo da BBB a BBB- con outlook (previsione) stabile, ovvero da credito di buona qualità a credito di minore buona qualità. I motivi del calo, spiega l'agenzia, sono da ricercare nel peggioramento delle condizioni di mercato del Nord America e l'aumento delle pressioni sui costi provocati dai dazi. Inoltre Stellantis chiuderà la fabbrica Chrysler nella città canadese di Windsor per due settimane per adeguarsi alle elevate tariffe sulle auto imposte dagli Stati Uniti. Si tratta di una delle tre fabbriche che Stellantis ha in Canada, dove si produce il minivan Chrysler Pacifica e la Dodge Charger elettrica. "È una delle azioni che dobbiamo intraprendere immediatamente per adeguare la produzione", spiega un portavoce dell'azienda. 

Il canada ribatte

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Il primo Paese a rispondere direttamente agli Stati Uniti sui dazi auto al 25% è proprio il vicino di casa Canada. Lo stato imporrà dazi a sua volta tariffe al 25% sulle importazioni di vetture americane che non rientrino nell'accordo con Stati Uniti e Messico, il cosiddetto Cusma che ha sostituito il Nafta. Lo ha annunciato il primo ministro Mark Carney. 

Toyota non aumenta i prezzi

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Per contro Toyota, citata direttamente da Trump nel suo discorso del 2 aprile, non intende al momento aumentare i prezzi dei propri veicoli venduti negli Stati Uniti. Nel 2024 Toyota ha prodotto in Giappone circa 3,12 milioni di unità, con oltre 530.000 vetture esportate negli Stati Uniti. L'azienda ha fatto sapere che intende mantenere inalterati i livelli di produzione e occupazione.

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