"Gli investimenti in venture
capital rappresentano lo 0,07% del Pil italiano, un valore che
continua a evidenziare un divario rispetto ai principali Paesi
europei: Germania (0,15%), Francia (0,22%) e Spagna (0,16%)".
Così Marco Daviddi, Managing Partner, EY-Parthenon in Italia
commenta i dati dell'EY Venture Capital Barometer. "Nel
complesso - prosegue - emerge un ecosistema che fatica ancora a
trasformare la qualità dell'innovazione in una crescita diffusa
lungo tutte le fasi di sviluppo".
Secondo Daviddi, "le recenti evoluzioni normative offrono
tuttavia un'opportunità per rafforzare il settore, ampliando la
partecipazione di investitori istituzionali e internazionali e
sostenendo percorsi di crescita più strutturati per le imprese
innovative. In questa fase, sarà fondamentale concentrarsi su
interventi che favoriscano apertura dei mercati, capacità di
scala e competitività, contribuendo a rafforzare in modo
strutturale il ruolo dell'Italia nel panorama europeo
dell'innovazione".
"Il dato più rilevante che emerge dal Barometer non è solo la
crescita della raccolta, ma il cambiamento nella qualità del
mercato", dice Gianluca Galgano, Head of Venture and Startup, EY
Italia. "Il venture capital italiano sta evolvendo verso un
ecosistema più selettivo e strutturato, con operazioni più
concentrate e di dimensioni più rilevanti, una maggiore
specializzazione settoriale e una presenza crescente di
investitori internazionali nei round principali. È un segnale di
maturazione, ma ancora parziale. La sfida ora è trasformare
questa massa critica in un ciclo virtuoso di crescita,
rafforzando l'integrazione tra industria, capitale e innovazione
e aumentando la capacità del sistema di generare scaleup ed exit
industriali in grado di trattenere valore nel Paese", conclude
Galgano.
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