Nessuna formula magica, solo termodinamica. Il "chimico di quartiere" più celebre del web smonta i falsi miti sulle diete e spiega perché ingrassiamo.
Anna Castiglioni
30 novembre - 11:46 - MILANO
Nel mare infinito delle diete che affollano scaffali e algoritmi, La Dieta Termodinamica (ed. Mondadori) arriva come una ciambella di salvataggio scientifica. Nessun piano alimentare, nessuna promessa di detox, nessun alimento da demonizzare. Solo termodinamica, appunto. Che detta così può spaventare, ma spiegata da Dario Bressanini – chimico, divulgatore e voce familiare per chi ama la scienza in cucina – diventa perfino ironica. "Io non propongo una dieta particolare – dice –. La spinta a scrivere questo libro nasce sì da un’esperienza personale, ma soprattutto dalla constatazione che in libreria mancava un saggio che spiegasse le cose, passo dopo passo, fin dall’inizio. Non uno che ti dica cosa mangiare, ma che ti aiuti a capire perché ingrassiamo e come funziona davvero il corpo umano quando si parla di peso".
Le calorie, quelle sconosciute (ma determinanti)
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Per Bressanini, l’unico “piano” che ha davvero senso parte dalla fisica: "Funziona sempre così, a prescindere dalla fonte delle calorie: se introduci più energia di quella che consumi, ingrassi. Non importa se mangi grassi o carboidrati. A parità di calorie, si ingrassa o si dimagrisce nella stessa maniera". Sembra semplice. E in teoria lo è. Ma nella pratica, come racconta nel libro, "basta poco" per far deragliare anche la più virtuosa delle intenzioni. "Magari siamo rigorosi a pranzo e a cena, ma poi facciamo uno spuntino qui, un biscotto là, un pezzettino di cioccolato e ce lo mangiamo… e ci dimentichiamo. Ma tutto conta. E quei piccoli 'niente' sommati fanno la differenza".
Il racconto di una lettrice (e di una scoperta condivisa)
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Il libro è anche pieno di storie, come quella – vera – di una donna che lo ha contattato dopo aver seguito le sue spiegazioni su Instagram. "Mi ha detto che da anni cercava di perdere 5 kg senza successo. Dopo aver sentito le mie storie sugli spuntini dimenticati, ha iniziato a monitorare tutto con un’app e nel giro di qualche mese ha perso i chili. Mi ha scritto contentissima, diceva: 'Prof, riesco di nuovo a mettere i pantaloni che non chiudevo più'". Un aneddoto semplice, ma efficace. E soprattutto realistico: non esiste una bacchetta magica, ma solo la conoscenza dei meccanismi. Conoscenza che – una volta acquisita – si può decidere se e come applicare.
Perché le diete falliscono (quasi) sempre
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Molte diete funzionano. Ma quasi tutte falliscono nel lungo periodo. Perché? "Il corpo ha una sorta di 'termostato' del grasso. Quando perdi peso, si attivano meccanismi fisiologici che remano contro. Io stesso, la prima volta che ho deciso di dimagrire, ho impostato un deficit calorico troppo alto. Ho perso 9 kg in due mesi, ma poi li ho ripresi tutti, con gli interessi. Solo leggendo la letteratura scientifica ho capito che l’errore era aver impostato un deficit troppo elevato". Ecco allora un altro messaggio importante del libro: non basta dire "mangia meno e muoviti di più". È vero in linea teorica, ma difficile da applicare nella realtà quotidiana, dove abitudini, automatismi e fame emotiva complicano le cose.
No, il gelato non è il diavolo (e il limone non brucia i grassi)
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Bressanini non risparmia nessun mito. "La roba del limone che sblocca il metabolismo o del gelato che fa dimagrire è una sciocchezza. Anche l’idea degli 'alimenti a calorie zero' è falsa. Sono titoli che attirano perché ci vendono l’illusione". E sull’ossessione per la glicemia? "Non si ingrassa perché si alza la glicemia. Si ingrassa perché si mangia più del necessario, punto".
Provare per capire (anche quando è difficile)
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Durante la stesura del libro, Bressanini ha voluto sperimentare su di sé le principali diete di tendenza. "Ho provato il digiuno intermittente e la chetogenica. Saltare la colazione per me è stato un incubo: mal di testa, fame, nervosismo. La chetogenica? Nausea e voglia costante di carboidrati. Non è che non funzionano: funzionano se ti fanno mangiare meno. Ma non sono miracolose". E quando ha scelto una dieta "normale" mediterranea riducendo le porzioni? "Ho continuato a pesarmi ogni giorno – sì, ogni giorno –. Anche se ci sono fluttuazioni, l’andamento a lungo termine è chiaro".
Monitorarsi sì, ma ossessionarsi no!
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Un aspetto interessante del libro è il rapporto con il monitoraggio del peso: "Io mi peso tutti i giorni. Non lo consiglio a tutti, ma per me è stato utile perché vedevo il trend. Le fluttuazioni giornaliere esistono, ma se guardi il quadro d’insieme, vedi se stai andando nella direzione giusta". È un punto importante: il monitoraggio può aiutare, se usato come strumento di osservazione e non di giudizio.
La divulgazione come strumento di consapevolezza
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La dieta termodinamica non nasce da zero: è il risultato di anni di contenuti, video, post e discussioni sui social. "Già da tempo sui miei profili raccontavo questi concetti. Il libro è arrivato dopo, come sintesi di tutto quello che avevo studiato e condiviso". Ed è proprio questo il valore aggiunto: unire rigore scientifico e linguaggio accessibile, ironico e trasparente. Senza scivolare nella prescrizione, ma offrendo una guida per orientarsi. La dieta termodinamica non ti dice cosa mangiare. Ti spiega perché ingrassi, come funziona il metabolismo e quali leggi fisiche e fisiologiche sono in gioco ogni volta che ti siedi a tavola. È una guida per usare la testa, non un piano da seguire. Come dice Bressanini: "Il deficit calorico è una legge universale. Ma il modo in cui ognuno interagisce con il proprio corpo, col cibo e con le porzioni è assolutamente personale". Nessuna scorciatoia, nessuna formula magica. Ma finalmente, un po’ di verità.



