L'azzurro carbura lentamente e cede il primo set al cinese. Poi sale in cattedra e chiude il match: 4-6 6-1 6-4, sfatato il tabù del Master 1000 canadese
Parte in salita, finisce in controllo. Luciano Darderi ormai è una garanzia, e lo dimostra fornendo prestazioni sempre più solide non solo sulla terra battuta. L’azzurro supera un avvio complicato, cambia ritmo e si prende gli ottavi di finale del Masters 1000 di Montreal battendo il cinese Juncheng Shang in rimonta per 4-6 6-1 6-4, al termine di una partita giocata bene da entrambi. Per Darderi è il primo successo in carriera sul cemento canadese, un ottavo di finale prezioso e importante. E attenzione: al prossimo turno affronterà uno tra Hanfmann e Bergs per un posto nei quarti di finale, due avversari tosti ma non certo impossibili da battere.
che fatica il primo set
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Nel primo set Darderi fa molta fatica al servizio, soprattutto con la seconda, davvero poco incisiva. Musica per le orecchie di Shang, il cinese di soli 21 anni ma già ex top 50 del mondo, ora precipitato al numero 281 del ranking per un'impressionante serie di infortuni. L’asiatico dimostra di saper giocare a tennis eccome, e nel primo set lo ha fatto vedere, comandando gli scambi e mettendo in seria difficoltà un giocatore forte da fondo come Darderi.
la rimonta di luciano
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Shang però ancora non è pronto alla battaglia, specie quella fisica, mentre Darderi lo è, eccome. C’è abituato, Luciano, a essere un diesel, e anche a Montreal lo ha dimostrato. L’azzurro non subisce più, anzi attacca. Il cinese sbaglia, sbaglia e sbaglia ancora, mentre Darderi, implacabile, inizia la sua rimonta, si prende un break e alza a poco a poco l’intensità fino a travolgere il giovane cinese. Il 6-1 è la giusta conclusione di un parziale dominato. Nel terzo set Darderi non toglie il piede dall’acceleratore, sfrutta al meglio una prima solidissima e si prende anche qui subito il break decisivo. Shang, che ha disputato pochissime partite nel 2026, non può reggere il ritmo, ma sul 5-4, con Darderi che serve per il match, tenta anche l’ultima carta, quella del medical time-out, che non funziona: l’italiano mantiene la calma e vola al prossimo turno.



