Dalle bollette alla sicurezza a Roma capitale. Sono diversi i dossier che, dopo la pausa referendaria, tornano all'ordine del giorno del Parlamento. Sei i decreti da convertire in tempi rapidi e sui quali, complici anche le prossime vacanze pasquali, sarà corsa contro il tempo.
Tra i temi numero uno che torneranno al centro della discussione ci sarà, poi, certamente quello della legge elettorale: l'iter della riforma del sistema di voto partirà nelle prossime settimane in commissione Affari Costituzionali a Montecitorio e l'obiettivo è quello di un primo via libera entro la pausa estiva. Diversi i punti aperti dopo il deposito del testo da parte della maggioranza: si va dalle preferenze sulle quali c'è il pressing di FdI al ballottaggio che vede la freddezza di Lega e Forza Italia.
Intanto Palazzo Madama sarà impegnato sul decreto sicurezza in scadenza il 25 aprile e sul quale pesano oltre mille emendamenti delle opposizioni ma soprattutto le richieste di modifica della maggioranza, Lega in primis, con un pacchetto di 5 proposte che vanno dalle cauzione per le manifestazioni alle zone rosse a tutela degli agenti. Sempre al Senato la commissione Finanze sarà impegnata nell'esame del decreto col quale il governo è intervenuto sul costo del carburante, già in vigore, ma che va convertito entro metà maggio.
In contemporanea alla Camera sarà discusso il decreto bollette, approvato in Consiglio dei ministri a febbraio e con aiuti a famiglie e imprese sul caro energia ma precedente all'attacco di Usa e Israele all'Iran e che dunque è plausibile possa subire delle modifiche. All'ordine del giorno delle Camere ci sono, poi, il decreto Pnrr e quello sul Ponte e sui commissari straordinari oltre che quello per gli aiuti alle regioni colpite dal maltempo e per la frana di Niscemi. La prossima settimana la Camera esaminerà il ddl su Roma capitale - il cui approdo in Aula a Montecitorio era stato posticipato a dopo il referendum - che dovrà passare poi per la seconda lettura a Palazzo Madama.
Insomma, da martedì è in vista un tour de force di lavori parlamentari.
Con la ripresa dell'attività parlamentare, le opposizioni hanno tutta l'intenzione di insistere sul tema del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Pd ed M5s in particolate hanno presentato interrogazioni parlamentari e la richiesta che il sottosegretario sia sentito in commissione Antimafia. "E' necessaria la sua audizione", ribadisce il capogruppo Dem in commissione Walter Verini. M5s chiede inoltre di acquisire le sentenze sulle persone legate alla vicenda, ascoltare gli investigatori della guardia di finanza che si sono occupati del caso e anche i giornalisti che hanno lo hanno raccontato. E convocare il sottosegretario.
Le interlocuzioni con la presidente Chiara Colosimo sono in corso e un confronto potrà esserci al prossimo ufficio di presidenza dell'organismo parlamentare. Alla Camera, poi, potrebbe tornare all'ordine del giorno il conflitto di attribuzione che la maggioranza era intenzionata a sollevare per la capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio Giusy Bartolozzi sul caso Almasri.
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