Dal primo quintetto dei rookie agli infortuni e ai problemi di droga: chi era Brandon Clarke

1 ora fa 1

Una carriera potenzialmente interessante, sviluppatasi a Memphis, è stata condizionata dai guai fisici. Di recente i gravi problemi personali fino al drammatico epilogo

Riccardo Pratesi

Collaboratore

12 maggio - 23:27 - MILANO

La notizia che non vorresti mai leggere, che stenti a credere, perché non ci vuoi proprio credere. La morte di Brandon Clarke, lungo canadese dei Memphis Grizzlies di appena 29 anni, è una tragedia che sconvolge la Nba. La comunicazione è stata data dalla agenzia che lo rappresentava, Priority Sport, non sono ancora state rese note le cause del decesso, ma Nbc Los Angeles, l’emittente televisiva, parla di sospetta overdose di droghe che sarebbero state rinvenute dai soccorsi sul luogo del decesso. Insomma, non è una morte naturale. Il dramma diventa, se possibile, persino più difficile da metabolizzare. Cos’è successo? Come è potuto succedere? Un ragazzo giovane, un milionario. Clarke per il modo di giocare pareva l’istantanea di un inno alla vita, alla vitalità. Quei salti da super atleta, schiacciate, stoppate e rimbalzi, semmai erano scacciapensieri per lo spettatore di pallacanestro. Facevano stropicciare gli occhi. E invece la partita di Clarke a 29 anni è già finita. Fa male, maledettamente male.

l'identikit

—  

Scelta numero 21 di Oklahoma City al Draft del 2019, da Gonzaga University, l’ateneo di Spokane, poco sotto il Canada, non lontano da casa sua – al college da studente atleta aveva vestito anche la maglia di San Jose State – Clarke, subito scambiato con i Grizzlies, ha giocato in Nba per sette stagioni. Sempre per Memphis. Subito primo quintetto tra le matricole, l’ala nativa di Vancouver ha disputato complessivamente 309 partite in Nba con medie di 10.2 punti (3145 complessivi) e 5.5 rimbalzi. Grande fisico, saltatore, lungo di energia e intensità. Giocatore di squadra, gregario di qualità. Era assieme a Ja Morant il veterano dei Grizzlies, quello con la più lunga militanza in squadra. Quello problematico extra campo a tutti è sempre parso Morant, mica lui. Non sapevamo, non potevamo sapere….

infortuni e arresto

—  

La carriera di Clarke è stata condizionata, deragliata persino, a una serie di problemi fisici, su tutti la rottura del tendine d’Achille patita nel marzo del 2023 che gli è costata quel finale di stagione e quasi tutta la successiva nella quale è poi tornato in campo per appena 6 partite. Nel settembre 2025 si è dovuto operare in artroscopia al ginocchio destro. Nell’attuale stagione aveva giocato solo due volte per multipli acciacchi fisici, appunto. Sembrava una maledizione: ogni volta che recuperava, un nuovo acciacco. Roba da non darsi pace, da perdere la testa e forse, ma non lo sapremo mai, è proprio quello che è successo. Chissà se quella catena di acciacchi ha pesato da macigno, uno sull’altro, sempre più pesante sulla testa oltre che sulle gambe del ragazzone di 203 centimetri e 97 chilogrammi. Quei colossi sembrano invulnerabili, intoccabili. E invece sono emerse le fragilità, non solo delle articolazioni. Un’avvisaglia c’era stata, col senno di poi ora si può dire. Ma allora era stato più facile pensare a un peccato veniale, un errore di gioventù, non al sintomo di un malessere più profondo, di un pericolo imminente.

la ricostruzione

—  

Per Nbc Los Angeles Clarke è morto nella San Fernando Valley, zona metropolitana di Los Angeles, nella contea della città californiana. Alla emittente televisiva locale americana le autorità avrebbero dettagliato la risposta dei Vigili del Fuoco di Los Angeles a una chiamata al 911 - quindi pronto soccorso, polizia e vigili, appunto - a una richiesta di intervento per emergenza medica. Clarke sarebbe stato trovato morto – secondo i paramedici accorsi - poco dopo le 17 di lunedì 11 maggio. Sarebbero state rinvenute sul luogo del decesso droghe o preparati per accessori utilizzati per consumare, preparare, confezionare o nascondere sostanze stupefacenti. L’indagine degli inquirenti concentrerebbe dunque l’investigazione su una possibile overdose. Clarke era stato arrestato in Arkansas il 1 aprile 2026 con le accuse di guida in eccesso di velocità, possesso e traffico di sostanze controllate (droghe e/o farmaci vietati) e fuga dal luogo delle infrazioni contestate. Era stato rilasciato su cauzione il giorno successivo. Sembrava tutto dimenticato, non era così. E adesso è tutto finito.

LA RICOSTRUZIONE

—  

Secondo Nbc Los Angeles Clarke è morto nella San Fernando Valley, zona metropolitana di Los Angeles, nella contea della città californiana. Alla emittente televisiva locale americana le autorità avrebbero dettagliato la risposta dei Vigili del Fuoco di Los Angeles a una chiamata al 911 - quindi pronto soccorso, polizia e vigili - a una richiesta di intervento per emergenza medica. Clarke sarebbe stato trovato morto – secondo i paramedici accorsi - poco dopo le 17 di lunedì 11 maggio. Sono state rinvenute sul luogo del decesso droghe o preparati funzionali all’assunzione di sostanze stupefacenti. L’indagine degli inquirenti concentrerebbe dunque l’investigazione su una possibile overdose. L’autopsia stabilirà le cause del decesso, ma non potrà riportarlo sul parquet. Troppo tardi. La stoppata Clarke l’ha subìta dalla vita. Drammatica, angosciante, senza la possibilità di una seconda occasione, di un secondo tiro. Rimane il ricordo di quell’energia che sembrava inesauribile. Resta addosso un senso di vuoto e di dolore. No, la partita non sarebbe dovuta finire così. Abbiamo perso tutti stavolta, è il risultato che non voleva nessuno.

Leggi l’intero articolo