Secondo i rossoneri c'era rigore sull'inglese e la rete del Parma andava annullata per doppio fallo. E non c'erano i presupposti per andare al monitor
La chiamata garbata fatta dal Milan all’Aia non è servita. Anzi, l’effetto è stato... opposto a quello sperato. Se contro il Como, il Diavolo aveva lasciato San Siro amareggiato per il brutto fallo di Van der Brempt su Pavlovic (nessun cartellino per il difensore lariano, il serbo costretto alla sostituzione) e per la mancata espulsione di Fabregas per la trattenuta a Saelemaekers (rosso ad Allegri per essere uscito dalla sua area tecnica), ieri sera la rabbia dei dirigenti di via Aldo Rossi era ancora maggiore. Nessuna dichiarazione di fronte a microfoni e taccuini, ma un fastidio evidente. Come quello di tutti i tifosi del Diavolo. L’episodio più clamoroso è giudicato il rigore non dato da Piccinini per l’uscita con i pugni di Corvi che ha colpito in pieno Loftus Cheek, inseritosi in area sul cross di Saelemaekers: il portiere del Parma non ha preso il pallone, allontanato di testa da Valeri - fanno notare dal Milan -, ma solo l’avversario provocandogli un danno evidente. Tanto è vero che l’inglese è stato costretto alla sostituzione e all’operazione nella notte.
Proteste al 45’
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Sia a caldo sia all’intervallo i giocatori, ma in generale molti dei tesserati rossoneri, hanno protestato con il direttore di gara per l’interpretazione che ha dato dell’azione. La sua spiegazione sarebbe stata quella di un contatto di gioco, con entrambi i calciatori che andavano sulla palla. Diverso il giudizio milanista, con l’amara constatazione che il rigore, se assegnato e trasformato, avrebbe cambiato il corso del match. Almeno quanto il gol finale sul quale in via Aldo Rossi non hanno dubbi: Maignan viene disturbato da un blocco di Valenti, che non è lì per caso o perché spinto da un avversario. Il difensore del Parma, secondo il Milan, vuole disturbare l’estremo difensore rossonero per non farlo uscire e la valutazione di Piccinini, che fischia il fallo e dice "Per me è fallo", è giusta. Poi però arriva l’intervento del Var a fargli cambiare idea e, secondo la dirigenza del Diavolo, a indurlo a sbagliare perché non si tratta di un chiaro errore e non era una situazione da on-field review. Anche perché pure Troilo sovrasta Bartesaghi mettendogli entrambe le mani sulla spalle. Contro il Sassuolo al Milan era stato annullato il gol del 3-1, firmato da Pulisic, perché, prima della sponda di Pavlovic, Loftus-Cheek aveva appoggiato le mani su Candé. Per l’Aia la decisione di Crezzini di non convalidare la rete era stata sbagliata: il 3-1 era dunque buono. Quel contatto però era assai meno vistoso di quello di ieri. Almeno secondo la moviola rossonera.
Cinque punti
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È chiaro che con episodi così determinanti nell’arco di quattro giorni, la sensazione del Milan è che la lotta per il titolo sia stata alterata. Perché, con fischi diversi, la formazione di Allegri adesso avrebbe potuto avere cinque punti in più e sarebbe a cinque lunghezze e non a dieci dall’Inter capolista. A livello psicologico è una bella mazzata e, se la corsa all’obiettivo stagionale (la qualificazione alla Champions) rimane aperta grazie al +8 rispetto alla Juventus quinta, con una vittoria contro il Parma gli scenari futuri avrebbero potuto essere molto diversi.


