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Il blitz di Dal Cin a Rio per portare il brasiliano a Udine, il no di Barbara Berlusconi alla cessione di Pato che fece perdere al Milan Tevez, Moratti che si fa convincere da un gestore di un bar in spiaggia per l'olandese: l'incontro al Forte per la nuova Juve è solo l'ultimo di tanti summit al mare
Colpi di mercato sotto il sole di un’estate italiana. Trattative, affari, strategie, al riparo dell’ombrellone, sul bagnasciuga, aspettando la risacca degli eventi, con un drink in mano e un centravanti in testa. Spalletti e Carnevali, la nuova Juve nasce a Forte dei Marmi. Da quelle parti, qualche bagno più in là, da "Piero", nel suo abituale ritiro estivo, nel suo tempo felice, Massimo Moratti spostava il suo ufficio, declinando nel post-pranzo ai cronisti le linee guida del mercato. Al Forte, un giorno, prese forma l’Inter del Triplete. L’ha raccontato lo stesso ex presidente, svelando che "mio figlio mi voleva presentare un suo amico gestore di un bar sulla spiaggia, tifosissimo dell’Inter. Mi disse: 'Presidente, le manca un solo giocatore per rendere questa squadra imbattibile. È Sneijder. L’ho seguito per tutto l’anno, darebbe quella velocità che ci potrebbe far vincere la Champions'. Sembrava il più grande esperto di calcio, non potevo non ascoltarlo. Ho chiamato Branca e gli ho detto: 'Stiamogli dietro'".

