Dai giocatori bendati al calcio a Di Carlo alle 67 bestemmie: il romanzo calcistico di Silvio Baldini

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Italy U21's coach Silvio Baldini

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"Vestito così, alla Juve non potrei andarci” scherzava anni fa con i giornalisti. Poi però è arrivato in Nazionale. Dopo anni di lavoro, uscite al limite del politicamente corretto e idee decisamente fuori dal comune. Non si sente un profeta e non ha padroni: nelle cave del suo marmo cerca i suoi riflessi migliori per provare a dare un senso al suo percorso

Furio Zara

Collaboratore

30 maggio - 19:16 - MILANO

Un giorno di tanti anni fa si avvicinò al crocchio di giornalisti che stazionavano fuori dal Castellani, indossava pensieri spettinati e un sorriso buono, il suo. Disse, borbottò o sentenziò, fate voi, "per esempio, io vestito così alla Juve non potrei andarci" ed era serio, ma dentro se la ghignava. Quelli lo misurarono con gli sguardi, dalla testa ai piedi. I jeans che avevano vissuto stagioni migliori, le scarpe da ginnastica in saldo, la camicia larga fuori dai pantaloni, adagiata sui fianchi ad addolcire il contorno dei lombi. Collezione estate-inverno, nel senso che valeva sempre, tutto l’anno, col freddo magari ci sarebbe stato un giubbotto di pelle, stop. I giornalisti abbozzarono, uno piegò la bocca in giù e alzò le spalle a mo’ di burattino, un altro confermò con un cenno, no Silvio, vestito così no. Rise lui per primo, gli altri a ruota. Poi il vento fa il suo giro, il bottone della camicia tira con ferocia sul girovita, funghi in montagna se ne trovano sempre meno. Alla Juve no, vestito così no; ma in Nazionale sì.

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