Il colosso cinese degli aspirapolvere aveva puntato sulle quattro ruote con progetti ambiziosi e concept spettacolari. A un anno dall’ingresso nel settore, però, la divisione viene smantellata e dalle testimonianze degli ex dipendenti sarebbe emersa una storia molto diversa da quella raccontata al pubblico
Dagli aspirapolvere alle auto, anzi alle hypercar, per poi tornare agli aspirapolvere. È durata un anno l’avventura di Dreame nel panorama automobilistico, o meglio il tentativo di entrare nel settore delle quattro ruote dall’ingresso principale. L’azienda, conosciuta in tutto il mondo principalmente per i robot che aspirano e lavano in autonomia i pavimenti di casa, ha deciso adesso di chiudere la sua divisione automobilistica, che nel suo momento più alto impiegava quasi mille persone, e di cancellare la Nebula Next 01 Jet Edition.
DECLINO
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Si è capito più o meno a maggio che qualcosa non procedeva per il verso giusto. Tre mesi fa Dreame ha fatto partire le prime lettere di licenziamento ai dipendenti della divisione automobilistica. Le prime di una lunga serie, tanto che in breve l’ordine di grandezza della forza lavoro è passata da “migliaia” a “decine”. Sono rimasti giusto i dipendenti che dovevano liquidare le attività e chiudere le commesse con i fornitori, donne e uomini, insomma, che dovevano essere gli ultimi ad andare via. Secondo voci di corridoio i dirigenti Dreame non credevano nel progetto auto, è stata più un’operazione di marketing e di raccolta di fondi, finanziamenti e sovvenzioni pubbliche.
LOGICA CAPOVOLTA
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Fonti interne all’azienda, la cui affidabilità non è stato possibile verificare, hanno raccontato a registratori spenti che l’approccio ai progetti era capovolto: piuttosto che investire in ricerca e sviluppo per arrivare al prodotto finito, ai dipendenti veniva richiesto di cercare investitori così da procurarsi il denaro che avrebbe costituito il budget per ricerca e sviluppo. Ex dipendenti del reparto automotive Dreame hanno addirittura raccontato alla stampa che la supercar Kosmera esposta al Ces, la prima fiera di tecnologia dell’anno che si tiene a Las Vegas, non aveva il telaio. Una narrazione che ha dell'incredibile. Il concept Nebula Next 01 Jet Edition, il Suv elettrico con numeri da capogiro mostrato nel marzo scorso durante il China Home Appliances and Consumer Electronics Expo 2026, sempre secondo fonti anonime, sarebbe stato acquistato da un’azienda di modellismo di Shanghai per centinaia di migliaia di dollari e poi modificato in sede per aggiungere un telaio e dei propulsori, così da ottenere un risultato convincente per i visitatori e la stampa. Dietro quel modellino in scala, esposto per convincere il mondo e gli investitori che Dreame era focalizzata sul progetto automotive, non c’era però nulla. Nemmeno Dreame. Di sicuro rimane la fine dell'avventura nell'automotive dell'azienda.



