Giovedì alle 7.30 il via con le prime partenze, l'americano in campo alle 7.50 con Francesco Molinari e Migliozzi
Silvia Audisio
24 giugno - 20:34 - MILANO
Alle 7.30 la prima partenza. Mancano poche ore all’inizio dell’Open d’Italia numero 83, uno dei più longevi del massimo circuito continentale, il DP World Tour. Il Circolo Golf Torino nel Parco della Mandria, lo aspetta dall’edizione 2014 dopo averlo ospitato l’anno precedente e nel 1999. Il giocatore globale Patrick Reed, come ama definirsi da anni (con andata e ritorno anche dalla lega araba LIV), è arrivato a Torino da numero uno della Race to Dubai (due vittorie in tre settimane tra gennaio e febbraio, e nel mezzo la terza sfiorata). Il texano (che nell’armadio ha una giacca verde del Masters 2018 e una collezione di stivaletti da cowboy) sarà in campo domani (alle 7.50 dalla buca 10) con Francesco Molinari e Guido Migliozzi, certo di ritrovare con il primo qualche vibrazione che solo chi ha giocato la Ryder Cup ha provato. Come quelle del match Molinari-Fleetwood contro Reed-Woods (Parigi 2018) dove gli americani hanno avuto la sfortuna di incontrare una coppia e una squadra imbattibili. I 36 anni di oggi restituiscono un Reed più umile e pacato di quando agli inizi di carriera osava vestire la domenica di rosso e nero, i colori iconici di Tiger Wood, o capace di zittire il pubblico europeo alla Ryder Cup di Gleneagles 2014, con un gesto passato alla storia come esempio di mancato fairplay. Ma ci aveva messo il fuoco in quei match e per questo divenne Captain America, un trascinatore. Dopo aver camminato per Torino (che ha definito bellissima), ha assaggiato il campo e capito quale sarà la chiave del successo: «Le buche sono strette, occorre mettere il primo colpo in pista, non servono grandi drive ma è fondamentale giocare il secondo colpo dal fairway».
In campo c’è Luke Donald (ore 8, buca 10), non solo capace di aver scalato il ranking mondiale fino al numero uno, ma anche il super capitano di Ryder Cup che vince a Roma (2023), va a trionfare a New York (2025) e si appresta a guidare ancora la squadra europea il prossimo anno in Irlanda. Gli impegni da capitano sono tanti, e il gioco è stato un po' trascurato quest’anno. A Torino scende in campo per fare onore a un torneo che ha giocato tantissime volte («mai molto bene per la verità», ha detto), a un Paese che ama in campo e fuori (a Roma la vittoria della squadra europea, in Sardegna la luna di miele tra tanti altri viaggi nella Penisola), ai suoi vice capitani Francesco ed Edoardo Molinari, nel circolo dove sono cresciuti. «I fratelli torinesi hanno rappresentato molto per me in questi ultimi anni, e significano molto anche per il golf italiano». «L’Open nazionale per qualsiasi giocatore è speciale, ma quando il campo è quello dove hai mille ricordi le emozioni si moltiplicano. Sfide sul putting green da bambini, buche che abbiamo giocato all’infinito», ha detto Francesco. Due settimane a casa per allenarsi al meglio. Intanto, proprio nelle ultime ore, il campione torinese è stato confermato una volta ancora vice capitano per la Ryder Cup 2027. I vantaggi dei due fratelli li spiega Edoardo: «Certo nei prossimi giorni le condizioni del campo saranno un po’ diverse, il rough più alto ad esempio, ma noi sappiamo esattamente dove puoi o non puoi sbagliare, quindi speriamo che questo giochi una parte importante sullo score alla fine dalla settimana». Sono 156 i giocatori in campo da domani per quattro giorni di gara; dopo i primi due rimarranno in gioco i migliori 65 e parimerito per un montepremi di 3 milioni di dollari e una prima moneta di 510 mila. In televisione: Sky Sport Golf, 25-26 giugno ore 13-18; sabato 27 ore 13.30-18; domenica 28 ore12-17. Rai Radio 2 proporrà collegamenti live, approfondimenti e intrattenimento.



