Da Koleosho a Pisilli e Chiarodia: in Lussemburgo abbiamo intravisto l'Italia del futuro

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Non solo Pio Esposito, il test vinto dai baby azzurri di Baldini ha messo in vetrina anche altri giovani talenti da cui partirà il nuovo ct: età media 20 anni e mezzo e promettenti margini di crescita

L’immagine di una Nazionale a cui brillano gli occhi è la cartolina che ci portiamo a casa dalla tappa in Lussemburgo: nessun effetto speciale dentro al successo (0-1) dell’Italia più giovane di sempre - età media vent’anni e sei mesi -, ma il messaggio che cambiare si può e, per certi versi, si deve. Il volto copertina del gruppo azzurro costruito dal c.t. ad interim Silvio Baldini non può che essere il numero nove del presente e del futuro: Pio Esposito. Il centravanti nerazzurro ha cercato il colpo di magia per stregare ancora di più chi già crede in lui, tacco fuori di un niente, rovesciata in acrobazia e gol salendo in quota: nel suo repertorio c’è quell’atteggiamento umile che fa la differenza quando il mare è in tempesta. Dice Baldini: “Uno come lui va protetto perché fa bene al calcio italiano e fa crescere tutti quelli che gli stanno attorno. Vi rendete conto che ha ringraziato lui il gruppo per averlo accolto come se fosse sempre stato uno di loro...”. 

in attacco

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Se il pallone resta nella zona dove si creano i pericoli, ecco apparire sulla scena la vivacità di Koleosho, quattro passaporti e il cuore che ha sempre battuto per la nostra Nazionale. L’esterno che ha chiuso la stagione nell’altra metà di Parigi (Paris Fc) ha fatto capire come il calcio libero sia il suo costume preferito: uno contro uno, tagli tatticamente sensibili, intraprendenza al servizio della causa fanno di Koleosho uno dei possibili candidati al salto tra i grandi con biglietto di sola andata. In mezzo al traffico, nel piccolo stadio della città, sono andate in onda prove di grandi manovre: il giallorosso Pisilli e il viola Ndour sono sulla buona strada per conquistarsi una considerazione più profonda. Pisilli ha il passo del giocatore che si sta abituando alle responsabilità: contro i lussemburghesi è salito di livello nel momento in cui occorreva farlo perché sa farsi trovare dai compagni e sa farsi trovare là dove serve. In mezzo la traffico ha segnato il suo confine il giovane della Fiorentina Cher Ndour: alla fisicità non comune sa unire una buona dose di tecnica palla tra i piedi candidandosi anche per il commissario tecnico che uscirà dall’urna per il presidente federale del 22 giugno perché fino alla nomina del nuovo presidente della Figc i giochi tra Antonio Conte e Roberto Mancini rimarranno aperti. 

in difesa

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E, in difesa? Chi ha fatto capire di avere un bagaglio di conoscenze non banali risponde all’identikit di Fabio Chiarodia, personalità e coraggio, precisione e sensibilità al pericolo: davanti non aveva trappole o ostacoli di rilievo, ma il modo di interpretare il ruolo rientra tra i modelli più nobili. Baldini fa rotta verso Creta con l’immagine, nitida, di cinque facce da Italia: Pio più Koleosho più Pisilli più Ndour e Chiarodia hanno lasciato una traccia più visibile degli altri. E se da Esposito arrivano conferme, dagli altri arrivano messaggi incoraggianti.

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