Il costruttore di Chongqinq ha sviluppato una nuova soluzione per sistemi ricaricabili che consente di ridurre fortemente i consumi in ambito urbano e che utilizzerà per contrastare modelli altrettanto efficienti di Byd e Geely
Emilio Deleidi
22 marzo - 17:02 - MILANO
La casa automobilistica cinese Changan ha presentato una nuova piattaforma ibrida, denominata Blue Core Super Engine, che dovrebbe consentire un consumo in ambito urbano di 2,98 litri per 100 km. La piattaforma ha richiesto per il suo sviluppo sei anni di tempo, più di 290 milioni di dollari d’investimento, il coinvolgimento di un migliaio di ingegneri e l’introduzione di 163 innovazioni tecniche, riguardanti sia l’ambito hardware, sia quello software del sistema di propulsione. Scopo del progetto è soddisfare le esigenze dei clienti che desiderano godere di un’efficienza pari a quella di un veicolo elettrico, senza però dover far ricorso alle infrastrutture di ricarica.
forte concorrenza
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L’ibrido Blue Core impiega i sistemi di iniezione del carburante ad altissima pressione (a 500 bar) già introdotti da Changan sulla gamma 2012 nel 2024, privilegiando però l’apporto del motore elettrico rispetto a quello a combustione. I test di verifica della durata nel lungo periodo hanno comportato la percorrenza di due milioni di chilometri su 70 tipi diversi di superficie stradale. Il traguardo di un consumo di poco inferiore ai 3 litri per 100 chilometri, fissato come obbiettivo primario, è stato perseguito lavorando soprattutto sulla riduzione della necessità di carburante nel tipico traffico stop-and-go, che è particolarmente elevata. Il propulsore è ottimizzato per erogare immediatamente una coppia importante, con livelli di rumorosità ridotti, riproducendo così le modalità di guida tipiche di un veicolo puramente elettrico con un sistema che, però, non richiede di ricaricare le batterie. Blue Core va a confrontarsi con altre piattaforme tecniche di costruttori cinesi che già vantano un consumo di 2,62 litri per 100 km, come il DM-i 5.0 della Byd e il NordThor EM-i della Geely. Con la sua nuova soluzione, Changan intende difendere i propri modelli cinesi UNI e CS dalla politica commerciale aggressiva dei concorrenti, in particolare di Byd che, in patria, ha tagliato in maniera consistente i prezzi della sua gamma ibrida plug-in. Grazie all’importante investimento effettuato, Changan ha potuto portare al proprio interno la ricerca e sviluppo dei sistemi di propulsione ibridi e dell’elettronica di potenza, riducendo la dipendenza da fornitori storici come la giapponese Aisin per i cambi.
all'attacco dell'europa
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Con questo lancio, Changan mette un ulteriore tassello al suo piano strategico, che prevede di vendere fuori dai confini cinesi 750 mila vetture nel corso del 2026. Il contributo del centro di ricerca e sviluppo Changan di Birmingham, in Gran Bretagna, è stato del resto di grande aiuto per consentire di ottenere una piattaforma conforme alle normative e alle esigenze dei mercati internazionali. Nel corso di quest’anno, Changan intende accrescere la produzione dello stabilimento thailandese di Rayong, dal quale escono modelli con la guida a destra destinati a Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica. Allo stesso tempo, i piani prevedono una crescita della presenza in Europa, basandosi sulla filiale tedesca che Changan ha costituito nel 2025 a Monaco di Baviera per lanciare i propri modelli ibridi inizialmente in Germania, Norvegia e Regno Unito. In Italia, Changan è presente già da più di un ventennio con un proprio centro stile che ha sede a Rivoli, nella cintura torinese, e intende lanciare con il proprio marchio nel 2026 Deepal due Suv elettrici (S05 e S7), che già sono stati presentati alla stampa. Deepal, del resto, ha ottenuto alla fine dello scorso anno un’importante iniezione di capitali, pari a oltre 890 milioni di dollari, da parte della stessa Changan, allo scopo di potenziare la produzione di veicoli elettrici di nuova generazione. Inoltre, Changan e Catl hanno recentemente lanciato Nevo A06, la prima auto al mondo di serie dotata di batteria agli ioni di sodio della stessa Catl, con capacità di 45 kWh. Questi accumulatori hanno la prerogativa di conservare le proprie doti di autonomia e sicurezza anche in condizioni di freddo estremo, che mettono in difficoltà le batterie tradizionali.



