Da Butez a Douvikas: il Como non è solo Nico Paz e brillano nuove stelle

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Un portiere saracinesca e difensori che vanno in gol. E ora anche un centravanti che segna con regolarità

Giulio Saetta

Giornalista

30 novembre - 11:11 - MILANO

Lassù tra le grandi non per caso. Dopo la vittoria contro il Sassuolo, il Como almeno per due mattine si è svegliato in Champions. A braccetto con Inter e Bologna, che però devono ancora giocare. C’è però una grande differenza rispetto ai compagni di viaggio d’alta quota: non c’è ansia di prestazione, si gioca con la testa libera, senza dover stare entro i paletti di un obiettivo. La scorsa stagione, tornati in Serie A dopo ventun anni, i lombardi avevano solo l’obbligo di salvarsi e l’hanno fatto con ampissimo margine di tempo e punti in classifica. Il progetto della nuova proprietà è quello di crescere nel breve-medio termine, diventare una realtà stabile del campionato italiano. Una qualificazione alle coppe non era un target quest’anno come avevano ripetuto a più riprese il presidente Suwarso e il tecnico Fabregas. Che però hanno una mentalità diversa da quella che spesso ci contraddistingue, cioè persistere in atteggiamenti e parole che stridono con quella che è poi la realtà dei fatti, un po’ forse per superstizione e tanto per mantenere un profilo basso. Questa realtà però dice chiaramente che il Como è una squadra attrezzata per non porsi limiti.

alla scrivania

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Grande merito la coppia Suwarso-Fabregas deve condividerlo con il diesse Ludi, protagonista di tre sessioni di mercato che hanno portato sul lago calciatori perfettamente idonei al progetto, da un punto di vista tecnico-tattico e soprattutto mentale: ragazzi giovani con fame di affermarsi o più esperti con voglia di tornare ad alto livello. Un paio di fallimenti appartengono a quest’ultima tipologia, Varane e Dele Alli, per motivi diversi. Per il resto, bingo! E a chi dice che sia facile con tanti soldi, il Como contesta che farlo bene non è per nulla semplice. L’esempio più lampante è quello di Nico Paz, di cui però è stato detto di tutto e di più. In tutti i reparti ci sono ragazzi che con la maglia biancoblù hanno iniziato a brillare. 

bunker

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Partendo dal basso, il portiere Butez. Solo 7 gol subiti, seconda miglior difesa dopo quella della Roma, che deve ancora giocare. Sei volte uscito imbattuto, meglio di lui solo i capitolini Svilar e Provedel. Davanti si muovono centrali ben assortiti. Carlos a fare da frangiflutti, Ramon e Kempf con libertà di offendere: già tre gol insieme in campionato. Anche gli esterni bassi sono duttili, Vojvoda, per esempio, ha spesso giocato sulla linea degli attaccanti. A centrocampo un giocatore di cui si parla troppo poco è Perrone. Metronomo infaticabile che sta pure prendendo confidenza con il gol: uno segnato a Bergamo e tre assist contro le due torinesi. In attacco ci sono esterni esplosivi come Addai e Rodriguez: tre gol il primo, quattro assist il secondo: preziosissimo contributo in un momento in cui la stella Diao è offuscata dagli infortuni. Infine, un centravanti come Douvikas che segna ogni 187’, un gol ogni due partite di media, e che soprattutto lavora tanto per i compagni. Questo è il segreto del Como: pensare da squadra e non come singolo.

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