Così un regolamento folle fermò per sempre il "Pelè della Germania Est"

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Con il mondo diviso in due, Souleymane era nella Germania est per diventare ingegnere edile, quando a Neubrandenburg si accorsero del suo talento. Amato da tutti, portò la squadra nella massima serie e poi continuò a vincere in Africa. Nel 1972 fu nominato Calciatore Africano Dell'anno

Andrea Schianchi

2 gennaio - 12:48 - MILANO

Anni Sessanta, il mondo è diviso in due come una mela: a ovest ci sono i Paesi alleati dell'America, c'è il capitalismo, c'è il libero mercato, c'è il consumismo, ci sono i frigoriferi e i televisori; a est ci sono i Paesi controllati dall'Unione Sovietica, c'è il comunismo, ci sono i piani quinquennali, c'è organizzazione sociale, c'è lo stato che vigila e punisce chi sgarra, ci sono regole ferree. La Germania, tagliata a metà dal muro di Berlino, è il simbolo di questo universo: nella Repubblica Federale Tedesca (a occidente) si vive il periodo della ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale, si alimentano progetti e speranze; nella Repubblica Demoratica Tedesca l'esistenza è grigia, sempre sotto il giogo dei sovietici, con i poliziotti della Stasi che osservano e spiano, non si vota, e si vive nel terrore. Il calcio è uno strumento di distrazione di massa.

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