Il tecnico punta sul quarto posto e sul torneo negli Stati Uniti per giocarsi le sue carte per restare sulla panchina della Signora
La vita di Igor Tudor è cambiata all’improvviso in un sabato sera come tanti: da disoccupato nella sua Spalato ad allenatore della sua Juventus, con il ruolo temporaneo di traghettatore e un contratto di 4 mesi che lascia al club bianconero ampia libertà di azione per la prossima stagione. "Non penso al futuro, preferisco vivere nel presente – ha raccontato l’ex difensore il giorno della presentazione –. Io le scelte le faccio con il cuore". Alla Signora non poteva dire di no, anche se pure lui ha tentennato all’inizio di fronte all’offerta a tempo, però poi ha capito che quelle 9 partite più il Mondiale per club potevano diventare la sua grande occasione. Cento giorni che Tudor sfrutterà per tenersi la sua amata, con l’obiettivo primario di conquistare la Champions League e convincere la società che è lui l’uomo giusto non solo per oggi ma anche per domani, quando nei piani bianconeri la Juventus con due-tre innesti di livello dovrà tornare a lottare per lo scudetto. Il debutto col Genoa è stato un successo, domenica a Roma, in uno stadio che conosce molto bene (un anno fa ha guidato la Lazio), lo attende il primo scontro diretto per il quarto posto.
Contratto e clausola
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Tudor ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2025 che prevede il rinnovo automatico in caso di qualificazione alla prossima Champions. La Juventus però si è cautelata con una clausola che entro il 30 luglio le consente di annullare il vincolo pagando una piccola penale. Questo perché i bianconeri non volevano impegnarsi adesso anche per il 2025-26, senza sapere se si andrà in Europa (e che competizione si farà) e che impatto avrebbe avuto il nuovo allenatore sulla squadra. "Igor resterà con noi fino alla fine della stagione, compreso il Mondiale per Club - ha chiarito Cristiano Giuntoli -. Poi siederemo attorno a un tavolo. La speranza è continuare insieme. Crediamo possa avere qualità importanti per continuare il progetto. Siamo convinti e fiduciosi per il futuro di questa squadra, data la giovane età e l’esperienza fatta".
Champions e futuro
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Questo non significa che il club non si stia guardando intorno e non abbia già una lista di papabili per la prossima stagione (con Antonio Conte in pole, in corsa anche Mancini, Pioli e Gasperini), ma tra questi c’è anche l’attuale tecnico della Signora, che verrà valutato da qui alla fine del mandato. Se farà bene e dimostrerà di aver conquistato la fiducia dello spogliatoio la dirigenza non avrebbe necessità di andare a pescare altrove. Questo è quello che filtra dalla Continassa, dove sono rimasti tutti impressionati dall’impatto di Tudor. Il tempo trascorso dal suo insediamento a Torino è troppo poco per poter dare giudizi definitivi, ma il modo in cui si è calato nella parte e ha restituito entusiasmo alla truppa è già un importante passo avanti. Il resto lo dirà il campo, perché è chiaro che se Tudor dovesse fallire il quarto posto la strada verso la conferma sarebbe tutta in salita.
Dialogo ed empatia
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Igor ha iniziato nella maniera giusta, trovando subito la chiave per farsi seguire da un gruppo che aveva perso fiducia e certezze. Allenamenti duri ma anche cene di squadra per cercare di entrare velocemente in sintonia con i ragazzi. Tudor è ripartito dal dialogo e dall’empatia, adesso dovrà portare i risultati. Il tempo è poco, ma Igor vuole sfruttarlo al meglio per provare a tenersi la Juve.