Così il Ciclista e la Tripletta concepirono la Gazzetta

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Ecco come il nostro giornale, nel 1896, nacque su carta verde dalla fusione di due riviste di ciclismo

Andrea Schianchi

Giornalista

3 aprile - 23:59 - MILANO

Accadde a Milano, nel 1896. Venerdì 3 aprile viene al mondo La Gazzetta dello Sport, stampata inizialmente in ventimila copie su carta verde. Felici i genitori, e cioè Il Ciclista (il papà) e La Tripletta (la mamma), che si stringono ai piedi della culla e si coccolano la creatura. È dalla loro unione e dal loro amore che il nuovo giornale prende vita. A sollecitarne la nascita, come se fosse un’esperta e saggia ostetrica, l’editore Raffaele Sonzogno, uomo che pensava alla cultura, convinto che fosse il pilastro al quale la nazione, da poco più di trent’anni divenuta tale, si sarebbe dovuta appoggiare. Il papà e la mamma della Gazzetta s’incontrarono a Milano nel 1895. Il Ciclista era nato a Milano, sempre per volontà di Sonzogno, grazie all’idea di Eliso Rivera, classe 1865, avvocato di Masio, provincia di Alessandria, socialista che amava difendere le cause dei contadini contro i proprietari terrieri e che si era sempre schierato per l’equità sociale di fronte alla debordante tirannia del capitalismo senza regole. La Tripletta, invece, era stata fondata, sempre nel 1895, da Eugenio Camillo Costamagna, torinese classe 1864, che aveva il vezzo di firmarsi come “Magno”, soprannome cui non era estraneo un riferimento alla sua possente corporatura. Rivera e “Magno”, amanti dello sport e del ciclismo in particolare (all’epoca la disciplina di gran lunga più popolare), misero su famiglia, si sistemarono in poche stanze dietro il Duomo, in via Pasquirolo, e, con l’aiuto di tre redattori, chini sulle scrivanie, progettarono quella che sarebbe diventata la nuova creatura. Non intendevano parlare e discutere soltanto di ciclismo, e lo scrissero fin dal primo numero. L’obiettivo era quello di trattare tutti gli sport, su questo aspetto molto spinse Costamagna che in gioventù era stato un appassionato giocatore di pallone elastico.

La Gazzetta, figlia de Il Ciclista e de La Tripletta, doveva essere un punto di riferimento per tutto il territorio del Regno d’Italia: si raccoglievano risultati provenienti da ogni luogo, si dava conto di tutto ciò che accadeva nelle zone più sperdute e dimenticate del Paese con una cura ai dettagli e alla precisione che sarebbero stati per sempre la cifra del nuovo giornale. Il quale usciva due volte la settimana, il lunedì e il venerdì, proprio per raccontare gli avvenimenti che si erano svolti alla metà e alla fine di ogni settimana. Il mattino del 3 aprile 1896, con le mani ancora sporche d’inchiostro e gli occhi cerchiati di fatica e di tensione, Il Ciclista e La Tripletta, genitori raggianti, uscirono nell’alba di Milano e gridarono al mondo che era nata la loro figlia, di cui tutti, presto, molto presto, avrebbero sentito parlare.

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