L'argentino chiude male, niente titolo con l'Argentina, le lacrime a fine gara e addio pure ai record personali per... colpa di Mbappé
L’ultimo Messi non ha trattenuto le lacrime. Alla fine ha perso tutto: la Coppa, il record di gol segnati ai Mondiali, perché Mbappé lo ha superato sabato (22 a 21), la possibilità di chiudere da capocannoniere di questo torneo, battuto anche in questo caso dal francese (10 a 8). Ma il suo percorso, finale esclusa, ha entusiasmato il mondo e non ha fornito l’immagine di un giocatore di 39 anni che si trascina per il campo per ritagliarsi l’ultimo scampolo di gloria. Finché c’è stato un gran Messi, con le sue fiammate improvvise e le pause calcolate, c’è stata una grande Argentina.
IL FUTURO
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La storia con la Seleccion, dopo 207 presenze e 125 gol, dovrebbe essersi chiusa nel New Jersey, anche se è probabile che ci sarà un tributo, una gara in cui a Buenos Aires, e non dall’altra parte delle Americhe, la sua gente potrà salutarlo. Ventuno anni di nazionale non possono finire con questa delusione, gli argentini hanno voglia di farlo sorridere per l’ultima volta. Il futuro del Messi calciatore continuerà: Leo ha un contratto fino al 2028 con l’Inter Miami, tra stipendio base, diritti e uso dell’immagine guadagna circa 70 milioni di euro l’anno e la stagione Mls non è così stressante come quelle europee. Miami, ricca e prevalentemente ispanica, è la sua seconda casa e il posto dove probabilmente si fermerà a fine carriera. Il suo fiorente business è molto focalizzato sugli States e il Mondiale gli ha dato ancor più popolarità.
RICAMBIO
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Già dieci anni fa, proprio nel New Jersey, Messi aveva dato l’addio alla nazionale per la delusione nella coppa America del centenario. Ma poi è tornato sui suoi passi, ha vinto il Mondiale nel 2022, è diventato l’unico ad essere titolare in tre finali mondiali. Il suo commiato però adesso dovrebbe dar vita a un ricambio generazionale. Gli over 30 sono tutti a rischio di addio: Nicolas Otamendi (38), Dibu Martinez (33), Nicolas Tagliafico (33), Leandro Paredes (32) e Rodrigo De Paul (32), sono fra gli indiziati, anche se in porta manca un erede giovane e le riserve del Dibu (Musso e Rulli) sono pressoché coetanee del numero uno.
I NUOVI LEADER
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L’Argentina ripartirà dai nuovi leader come Alexis Mac Allister e Enzo Fernandez, dal Cuti Romero in difesa, dalla vivacità in attacco di Julian Alvarez, ma un ruolo centrale spetterà anche a Lautaro Martinez, prezioso dodicesimo uomo a questo Mondiale. La Coppa America si terrà tra due anni, c’è tempo per prepararla probabilmente con un nuovo ct. Fra i giovani, Nico Paz e Giuliano Simeone sono i più attesi, con il talento del Como già sospettato di essere l’erede di Messi, ma l’etichetta può solo danneggiarlo. Messi è unico, l’Argentina deve lasciare tranquillo chi ne prenderà la maglia.



