A maggio il Pil dovrebbe crescere
dello 0,1% su base congiunturale e dell'1,5% su base tendenziale
ma l'aumento dell'inflazione potrebbe mettere a rischio la
crescita economica. Lo sottolinea la Confcommercio nel Repot
Congiuntura di maggio secondo il quale i prezzi dovrebbero
crescere nel mese trainati dalla tensione nell'area del Golfo
dello 0,5% su aprile e del 3,4% sull'anno.
"L'elemento più critico - sottolinea l'associazione - è
rappresentato dal riacutizzarsi dell'inflazione che, secondo le
nostre stime, per il mese di maggio dovrebbe attestarsi al 3,4%,
in ulteriore accelerazione rispetto ai mesi precedenti,
ritornando a valori che non si vedevano dalla fine dell'estate
del 2023. Le pressioni maggiori continuano a concentrarsi
sull'energetico (domestico e per la mobilità) a cui si
aggiungono le tensioni sugli alimentari non lavorati, generate
da situazioni pregresse. Il permanere di questa situazione rende
sempre più probabile il trasferimento degli impulsi anche ad
altre filiere, con conseguenti possibili effetti negativi nei
prossimi mesi non solo sulla fiducia delle famiglie, ma anche in
termini di comportamento di consumo via minore reddito
disponibile reale".
Ad aprile 2026 l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC)
è stimato in crescita dell'1,3% nel confronto con lo stesso mese
del 2025.
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