Il presidente del Senato stava leggendo il messaggio del capo dello Stato: "Squallida propaganda". La premier: "Chi volta le spalle disprezza Istituzioni e non rispetta dignità lavoro". Il leader del sindacato: "Fidanza ha avuto colpo di sole"
Polemiche alla commemorazione della strage di Marcinelle dove, secondo Carlo Fidanza, si sarebbero voltati di spalle mentre parlava La Russa.
"La Cgil deve vergognarsi! Questa mattina al Bois du Cazier, durante le commemorazioni ufficiali della tragedia di Marcinelle, i rappresentanti della Cgil si sono voltati di spalle mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa leggeva il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo stesso hanno fatto durante l’intervento della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna. Un gesto patetico e vergognoso, che dimostra una totale mancanza di senso delle istituzioni, un odio cieco che oggi travolge persino il presidente della Repubblica. La sinistra si dissoci da questo scempio!” è la denuncia Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo.
Meloni: "Gesto grave"
"Voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso. Oggi, durante la cerimonia per i 262 lavoratori morti nella miniera, alcuni rappresentanti della Cgil hanno scelto di voltare le spalle mentre il presidente del Senato, Ignazio La Russa, interveniva e leggeva il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l’Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali". Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Ed è ancora più grave -aggiunge la premier- se a farlo sono rappresentanti di un’organizzazione che ha tra le proprie ragioni d’essere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori. Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro. Chi oggi ha scelto di voltare le spalle ha mancato di rispetto a tutto questo".
La Russa: "Cgil? Squallida propaganda"
"Non voglio sporcare questa commemorazione con atti che considero di squallida propaganda. Voglio invece ricordare il valore di questa cerimonia, che onora tutti i caduti sul lavoro, italiani e stranieri, coloro che nell'immediato dopoguerra vennero mandati in cambio di carbone a lavorare in condizioni di cui oggi ci si vergognerebbe sicuramente e che persero la vita lasciando mogli, figli, genitori lontani dalla loro terra", dice La Russa, a Marcinelle per la cerimonia che ricorda il 70esimo anniversario della tragedia.
Io - aggiunge la seconda carica dello Stato - la storia di Marcinelle, a differenza di tanti italiani che l'hanno conosciuta solo e parzialmente nel 2001 grazie a Mirko Tremaglia, ministro degli Italiani nel mondo -io ero capogruppo alla Camera- che ci incitò a riconoscere la data dell'8 agosto come data che ricorda tutte le vittime italiane nel mondo, io la conoscevo anche prima, perchè la mia comunità l'ha sempre celebrata anche prima che venisse istituita quella cerimonia. C'è chi a quella cerimonia per troppi anni aveva voltato le spalle e qulcuno che lo continua ancora a fare".
Landini nega: "Fidanza ha avuto colpo di sole"
Maurizio Landini nega. "Non c'è nessuno della Cgil - afferma il leader del sindacato, dopo avere visto alcuni video alla cerimonia in Belgio alla quale era presente - La Cgil è seduta davanti. Stanno costruendo una cosa su una cosa falsa, perché la folta delegazione della Cgil che era seduta lì davanti non si è proprio girata, anche perché dovrebbero saperlo, la Cgil non si gira di fronte a nulla".
"E noi il rispetto delle istituzioni l'abbiamo dimostrato essendo 70 anni che siamo qui tutti gli anni e nel massimo rispetto del presidente della Repubblica", sostiene ancora Landini. Che poi attacca: "Dopodiché, se un certo signor Fidanza, per dire che esiste, deve parlare male della Cgil, mi dispiace molto per lui, forse gli fa male il sole. Può darsi che abbia preso un abbaglio, un colpo di sole, sta raccontando delle bugie pure, perché la delegazione della Cgil è molto folta, ha guardato in faccia tutti, ha ascoltato tutti e la Cgil non si gira da nessuna parte".
"Trovo singolare che il nostro presidente del Consiglio, con tutti i problemi che gli italiani oggi hanno, trovi il tempo di commentare delle bugie"., dice ancora Landini. "Trovo singolare che con tutti i problemi che questo Paese ha da affrontare, questi che sono al governo trovano il tempo di inventarsi delle notizie false e tendenziose - attacca - Credo che ogni italiano che ha un minimo di intelligenza e ogni persona che ha un minimo di intelligenza capisce che oggi non è il momento di queste polemiche perché essere qui vuol dire dire basta ai morti sul lavoro".
"L'importanza di oggi è legata al fatto che nessuno deve morire sul lavoro - sottolinea il leader della Cgil - Ed è evidente a tutti che quello che è successo qui settant'anni fa non è una fatalità, ma è un modello di fare impresa che aveva messo al centro la produttività e il profitto e che aveva trasformato il lavoro in una merce. Questa logica purtroppo esiste ancora perché esistono ancora tantissime morti sul lavoro anche nel nostro Paese e quindi per quello che ci riguarda oggi qui non è una commemorazione, ma è un momento di mobilitazione, di costruzione di cultura proprio per fare in modo che nessuno muoia più sul lavoro e proprio perché al centro deve tornare la persona, la giustizia sociale e la sicurezza e non il profitto e il mercato fine a se stesso".
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