La ricerca della felicità è un’aspirazione universale che riguarda la vita di ogni persona e, sempre più, anche le scelte collettive. Lo ricorda l’ONU con la Giornata internazionale della felicità, che si celebra il 20 marzo di ogni anno dal 2012: un’occasione per richiamare l’attenzione sul valore di felicità e benessere come obiettivi condivisi a livello globale e sull’importanza di riconoscerli nelle politiche pubbliche. L’iniziativa è stata ispirata dal Bhutan, che fin dai primi anni ’70 ha promosso un approccio in cui la “Felicità Nazionale Lorda” conta quanto, se non di più, dei soli indicatori economici tradizionali, come il Prodotto Nazionale Lordo (PNL).
Eppure, abitare oggi questa dimensione sembra essere diventata la sfida più complessa. In un tempo segnato da profonde incertezze e dal rumore di un mondo in costante tensione, ritrovare un centro di gravità interiore non è più un lusso, ma un atto di cura necessario.
A dare forza a questa necessità sono i dati dell’ultimo World Happiness Report del 2026, secondo cui l’Italia ha guadagnato due posizioni rispetto all’edizione precedente, collocandosi al 38° posto sui 147 Paesi analizzati nell’Happiness Ranking 2026: un lieve avanzamento che suggerisce una timida ma preziosa capacità di tenuta del nostro Paese. “Anche se oggi parlare di felicità può sembrare difficile, la sua ricerca guida molte delle nostre scelte quotidiane. Spesso è più accessibile di quanto pensiamo: servono solo gli strumenti giusti per riconoscerla”, afferma Giorgio Luciani, insegnante di mindfulness e meditazione e curatore del nuovo programma “I semi della felicità” della app di meditazione e respirazione Petit BamBou. “Dobbiamo vedere la felicità come un'opportunità, una possibilità di scelta: nonostante tutto possiamo scegliere di essere felici e di imparare a riconoscere un momento di felicità ogni giorno”.
Gli fa eco Richard Romagnoli - formatore, coach e autore bestseller secondo cui se parlare di felicità può sembrare azzardato, quasi un lusso, eppure la felicità non è qualcosa di distante o irraggiungibile.
Romagnoli - fondatore del Metodo HappyGenetica, un approccio che unisce epigenetica, neuroscienze e antiche pratiche energetiche, e che si basa sull’idea che ognuno di noi possa influenzare il proprio stato di benessere intervenendo su pensieri, emozioni e abitudini quotidiane - invita a cambiare prospettiva: invece di considerare la felicità come una conseguenza delle circostanze, possiamo iniziare a vederla come una pratica consapevole capace di influenzare il nostro modo di vivere anche momenti di stress e ansia.
La felicità è una scelta quotidiana
«Molti credono che la felicità dipenda da fattori esterni, ma la verità è che possiamo scegliere di essere felici, anche in un mondo complesso» spiega Romagnoli. «Non significa ignorare i problemi o negare le difficoltà della vita, ma sviluppare la capacità di orientare la propria mente verso ciò che genera equilibrio e serenità. La felicità non è un lusso riservato a pochi, né un premio per chi ha fortuna» prosegue Romagnoli. «È una scelta consapevole, un atto di coraggio che possiamo compiere ogni giorno, in ogni gesto della nostra quotidianità».
Il grande equivoco sulla felicità, che ci rende più ansiosi
Uno dei principali ostacoli alla felicità è la convinzione di non poter essere felici a causa delle difficoltà personali o delle crisi globali che caratterizzano il nostro tempo. Secondo Romagnoli, il primo passo consiste nel riconoscere questi meccanismi mentali — i cosiddetti bias — e comprendere che la felicità non significa ignorare i problemi, ma imparare a gestirli con maggiore presenza e consapevolezza. Ogni istante, anche il più semplice, può diventare un’opportunità per cambiare stato interiore: un sorriso, un respiro profondo, un pensiero di gratitudine.
In un mondo in continua evoluzione, la felicità non è un obiettivo da rimandare al futuro, ma una pratica da coltivare nel presente. «Ricordare che la felicità dipende dalle nostre scelte quotidiane significa trasformare ogni momento in un’opportunità per costruire una vita più ricca e appagante» conclude Romagnoli. «E restituire al mondo un po’ della nostra serenità può diventare un piccolo contributo al benessere degli altri».
Coltivare la felicità, una pratica quotidiana in cinque step
Trasformare il benessere in un'abitudine quotidiana non richiede ore di pratica. Bastano pochi minuti di consapevolezza ogni giorno per creare un cambiamento duraturo. Petit BamBou propone questo rituale in cinque step che può essere integrato nella vita quotidiana e ripetuto con costanza per favorire l'equilibrio emotivo e il benessere interiore.
1. Pratica la gratitudine
Una volta al giorno, prenditi un momento per riconoscere qualcosa di cui sei grato. Puoi farlo al mattino appena sveglio o alla sera prima di andare a dormire. Può essere un pensiero silenzioso o una breve nota scritta. Ciò che conta è portare la tua attenzione su ciò che è già presente.
2. Semina gentilezza spontanea
Scegli un semplice gesto di gentilezza: un sorriso, un messaggio premuroso, una parola gentile o un piccolo aiuto. Questi gesti fanno bene sia a chi li compie che a chi li riceve e aiutano a creare un senso di connessione durante la giornata.
3. Allena lo sguardo alla bellezza
Cerca consapevolmente la bellezza in ciò che ti circonda, negli altri e in te stesso. Può trattarsi di un dettaglio, di un momento o di un atteggiamento. Allenare la tua attenzione in questo modo ti aiuta a cambiare prospettiva e ti apre le porte alla gioia quotidiana.
4. Ritrova l'equilibrio interiore con il respiro
Nei momenti di difficoltà o stress, fermati e concentrati sul tuo respiro. Alcuni respiri lenti e consapevoli possono diventare un “rifugio interiore”, aiutandoti a rimanere presente e a ritrovare un senso di calma e stabilità.
5. Assapora il momento
Almeno una volta al giorno, fermati e vivi appieno ciò che sta accadendo. Fermati, senti e concediti di riconoscere il valore del momento, anche se solo per un attimo. Imparare ad assaporare trasforma le esperienze ordinarie in fonti di gioia autentica.
Fermarsi, respirare e abbracciarsi: ecco le 3 pratiche per ritrovare presenza e serenità
Per la Giornata Mondiale della Felicità, Richard Romagnoli propone alcune pratiche quotidiane che aiutano a ritrovare lucidità mentale e a ridurre la tensione emotiva.
1. I cinque minuti di orientamento interiore.
Prima che la giornata inizi a trascinarti nel ritmo frenetico delle attività quotidiane, fermati per cinque minuti. È un momento prezioso per orientare la mente e il tuo stato interiore. Chiediti perché la giornata che sta iniziando vale la pena di essere vissuta: ogni incontro, ogni conversazione e ogni esperienza possono diventare un’opportunità per esprimere il meglio di te. Anche quando emergeranno imprevisti o momenti di tensione, ricordati questo orientamento iniziale: la giornata non è qualcosa che semplicemente ti accade, ma uno spazio in cui puoi scegliere il tuo atteggiamento.
2. Respirazione consapevole.
Cinque minuti di respirazione lenta e profonda possono cambiare il tuo stato mentale. Inspira lentamente dal naso ed espira dalla bocca lasciando che il respiro rallenti naturalmente. Questo semplice esercizio aiuta il corpo a rilassarsi e la mente a ritrovare chiarezza.
3. La pratica dell’auto-abbraccio.
Porta la mano destra sotto l’ascella sinistra e con il braccio sinistro abbraccia la spalla destra, come se ti stessi dando un piccolo abbraccio. Rimani così per qualche respiro lento. In questo gesto accadono tre cose molto semplici ma importanti:
· Il corpo percepisce sicurezza, la pressione delle braccia sul petto manda al cervello il segnale che va tutto bene. Il sistema nervoso si calma e il respiro diventa più lento.
· Si riduce la tensione emotiva: il cervello diminuisce la produzione degli ormoni dello stress e aumenta le sostanze legate alla sensazione di benessere.
· Ti riconnetti con te stesso: è un gesto di auto-accoglienza. Il corpo riceve il messaggio: sono qui, mi sostengo, mi prendo cura di me.
In un contesto storico in cui l’attenzione è spesso catturata da ciò che non funziona, fermarsi a coltivare momenti di presenza, calma e consapevolezza può diventare un gesto rivoluzionario. Non servono cambiamenti radicali o grandi trasformazioni: a volte bastano pochi minuti, un respiro più lento, uno spazio dedicato a se stessi. È proprio da queste piccole scelte quotidiane che può nascere una nuova qualità dello stare al mondo. Perché la felicità, più che un traguardo da raggiungere, può diventare un modo diverso di attraversare la vita, un passo alla volta.
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