In fase di elaborazione regole per rendere ancora più severi i controlli delle Forze dell'Ordine, punendo chi si lascia distrarre alla guida dagli apparecchi elettronici e introducendo quattro diverse situazioni che possono essere oggetto di sanzione. I dettagli
Armando Bavaro
20 agosto - 08:56 - MILANO
Rendere più sicure le strade italiane attraverso l'introduzione di norme sempre più severe: è questo l'obiettivo che il ministero dei Trasporti intende perseguire e per il quale ha avanzato una proposta di modifica del Codice della strada, realizzata con la collaborazione del ministero dell'Interno, ed attualmente in fase di discussione presso operatori ed associazioni del settore, in totale circa un centinaio di soggetti, interpellati per una consultazione pubblica, i quali potranno avanzare osservazioni ed eventuali modifiche fino al 13 settembre 2026. Il progetto di rinnovo completo del Codice è stato affidato al Governo nella legge 177 del 2024. Tra le tante proposte in fase di discussione, un argomento sul quale gli esperti del settore dovranno confrontarsi è il tema della distrazione alla guida, a cui viene dedicato per la prima volta un articolo ad hoc, nonché principale causa di incidenti e di morti sulle strade italiane, come rilevato dalle indagini dell'Istat. Si tratta di un concetto difficile da identificare, in quanto la distrazione alla guida non è determinata soltanto dall'utilizzo di apparecchi radiotelefonici, ma anche dai numerosi dispositivi elettronici di bordo di cui sono dotate le auto più recenti, e la cui gestione comporta inevitabilmente un livello di attenzione diverso rispetto al cliccare un semplice pulsante. Ciononostante, con il concetto di distrazione il legislatore punta a identificare qualunque azione che ha come risultato un calo dell'attenzione sulla strada circostante, direttamente o attraverso l'utilizzo di specchietti retrovisori, e indipendentemente da ciò che accade nell'abitacolo o all'esterno del veicolo.
le sanzioni
—
All'interno del Codice della strada attualmente in vigore, la guida distratta viene punita con una sanzione che può arrivare fino a 150 euro e con una decurtazione di 5 punti della patente. Se la distrazione è causata da un apparecchio elettronico, il cui utilizzo è severamente vietato dall'articolo 173 del Codice, la multa attualmente prevista è compresa tra 250 e mille euro, a cui vanno aggiunti la decurtazione di 5 punti della patente e la sospensione della stessa da 15 giorni a due mesi. Se il conducente commette la stessa infrazione entro due anni, la multa parte da 350 euro e può arrivare fino a 1.400 euro, a cui si aggiunge la decurtazione di 10 punti e la sospensione della patente da uno a tre mesi. A differenza di quanto detto finora, il nuovo testo base in elaborazione introduce quattro diverse situazioni, ognuna delle quali è punita con una sanzione diversa: l'uso di apparecchi radio, radiotelefonici e telefoni comporta una multa di 250 euro, una decurtazione di 5 punti della patente e 15 giorni di divieto di guida, così come nel caso in cui il conducente venga sorpreso alla guida utilizzando smartphone, computer portatili e tablet. L'utilizzo di cuffie alla guida viene punito con una multa di 150 euro e una decurtazione di 5 punti della patente e, infine, l'utilizzo di dispositivi che consentono la riproduzione di filmati sugli schermi digitali dei veicoli, installati aggirando i blocchi del costruttore, viene punito con 250 euro di multa e la decurtazione di 5 punti della patente. Quest'ultimo caso non è attualmente previsto nel Codice della strada, in quanto si tratta di un fenomeno molto recente ma che si sta rapidamente diffondendo. Queste nuove regole valgono, e vengono per la prima volta estese, anche agli istruttori di guida che accompagnano alla guida i giovani con il foglio rosa.
i dati
—
Come rilevano le indagini condotte dall'Istat, la distrazione alla guida è causa in Italia di quasi un incidente su sei. Responsabile principale di questi sinistri è l'utilizzo dello smartphone alla guida, un solo apparecchio che concentra al suo interno quattro diverse forme di distrazione: visiva, in quanto si distolgono gli occhi dalla strada e si rivolgono allo schermo del cellulare; manuale, poiché per digitare lo schermo dello smartphone si allontanano le mani dal volante; uditiva, in quanto non si presta attenzione ai suoni della strada; cognitiva, poiché l'attenzione del guidatore non viene rivolta alla strada. È proprio per questo motivo che la Cassazione, con l'ordinanza n. 23331 del 23 ottobre 2020, ha interpretato la normativa estendendo il divieto di utilizzo di apparecchi radiotelefonici anche durante l'interruzione di marcia dovuta a esigenze della circolazione, come ad esempio in corrispondenza di un semaforo rosso o in una situazione di traffico congestionato. L'utilizzo dello smartphone è invece consentito in caso di auto in sosta.



