L'Italia insiste perché l'Europa usi la flessibilità del Patto di stabilità per la crisi innescata dalla guerra in Medio Oriente. E non è solo un tema di estendere le deroghe già previste per la difesa anche al caro-energia: è proprio quello di considerare l'energia un tema di sicurezza nazionale. "Siamo davanti a circostanze straordinarie, al di fuori del controllo degli Stati membri, che a nostro avviso necessitano di risposte", ha detto la premier Giorgia Meloni che in un intervento a Roma ha rivelato di averne parlato con la presidente Ue Ursula von der Leyen. Una richiesta che anche il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti da Nicosia ha fatto parlando all'Ecofin, mostrandosi però fiducioso sull'avvicinamento al commissario all'Economia Valdis Dombrovskis pur se questi "ha il passo dell'alpino lettone", ha scherzato, riferendosi ai lunghi tempi europei per una decisione. Potrebbe servire "qualche giorno, magari qualche settimana", ha detto, ma il mantra è che "la sicurezza economica è sicurezza nazionale". All'Ecofin informale a Nicosia, il ministro si è quindi confrontato nuovamente in bilaterale con il commissario, con cui - ha ironizzato - ormai parla "più che con il ministro della Difesa Guido Crosetto". Se però da Dombrovskis è arrivata una nuova cauta apertura, con l'ammissione che Bruxelles sta "valutando diverse opzioni", non è mancato un nuovo richiamo alla prudenza: eventuali misure dovranno essere "temporanee e mirate", tenendo conto del "limitato spazio fiscale disponibile", ha avvertito.
Anche la presidente Bce Christine Lagarde ha messo in guardia perché si usino misure "temporanee, mirate e calibrate su misura": "Qualsiasi deviazione da questi tre principi finirebbe in realtà per essere dannosa", ha detto, ammonendo sul possibile irrigidimento monetario che ne potrebbe seguire ("porterebbe a orientamenti diversi di politica monetaria"). Lagarde non ha ovviamente svelato le carte sulla prossima riunione della Bce l'11 giugno. Ma l'indicazione di prassi sul fatto che l'istituto centrale mantiene un approccio "dipendente dai dati", con il target dell'inflazione al 2%, è parsa più rivelatrice del solito, visto che l'inflazione nell'Eurozona ad aprile ha già raggiunto il 3%. Tornando a Giorgetti, "la nostra proposta è di interpretare gli spazi concessi per la difesa in termini di sicurezza nazionale", ha spiegato, parlando di una richiesta "razionale e di buon senso". Quanto sta accadendo in Medio Oriente è "paragonabile, in termini economici e di conseguenze, a quanto accaduto con l'aggressione della Russia all'Ucraina". Comunque c'è "un mix di soluzioni" che possono andare dai "fattori rilevanti" del Patto (sostanzialmente deroghe per la spesa nella difesa), "puntualmente e preventivamente" declinati, arrivando fino alla nuova revisione del Pnrr da presentare entro fine maggio.
"È singolare che si conceda la possibilità di fare degli aiuti di Stato impedendo di utilizzare delle risorse per fare questi aiuti di Stato", si rischia "uno squilibrio competitivo tra Paesi all'interno della stessa Europa". Per il resto, da registrare la chiusura del Belgio con il ministro delle Finanze Vincent Van Peteghem, che ha avvertito che "non siamo di fronte a una crisi della domanda ma piuttosto dell'offerta" e aprire la clausola all'energia "aprirebbe anche molte altre questioni politiche". "Non dobbiamo permettere che questa crisi energetica si trasformi in una crisi fiscale", ha tuonato il presidente dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis. Sul fronte opposto il vicepremier spagnolo Carlos Cuerpo, secondo il quale "le regole devono adattarsi", offrendo "coerenza" tra gli obiettivi sulla transizione e lo spazio fiscale. Intanto domani l'Ecofin informale affronterà anche il tema di 'Come può l'Europa pagare cose che non può permettersi?': formula dal sapore paradossale per invitare a cercare il difficile equilibrio tra la necessità di investimenti e la realtà delle risorse.
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