Ci sono anche io: CR7 torna eterno. E chissà, ai quarti...

2 ore fa 3

Dopo un debutto deludente e i gol di Messi, Mbappé e Haaland, c'era chi considerava chiusa l'era di Cristiano. Più avanti potrebbe esserci la sfida con Leo

Al 4’ Cristiano Ronaldo poteva già fare gol su cross di Nuno Mendes. Non era sbagliato il passaggio, era in ritardo lui. "Per tanto così…", ha spiegato avvicinando il pollice all’indice, come le chele di un granchio. Ma è quel “tanto così” che fa il fuoriclasse. È quell’anticipo in più sulla pallina che fa Sinner, è quel piccolo ritardo nella staccata che faceva Valentino. Se perdi quella magia, piombi tra gli umani. Questo temeva CR7 dopo il brutto debutto col Congo, rimpicciolito dai 5 gol di Messi, dai 4 di Mbappé e Haaland: di aver perso per sempre la ruota dei tre in fuga. A forza di sentire le campane a morto suonate per lui in questi giorni (troppe), cominciava a dubitare della sua salute. Quel gol sbagliato “per tanto così…” è suonato sinistro; a Houston, poi, dove storicamente si segnalano i problemi.

istinto

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Invece, dopo due soli minuti, Cristiano ha recuperato la sua orbita: anticipo sul primo palo, gol. Non ha fatto subito il Siuu, nessun cinema, nulla di razionale. Temeva di essere morto e invece è vivo. L’istinto gli ha ordinato di correre rabbiosamente in panchina e di tuffarsi tra le braccia dei compagni. Un dio ferito bisognoso dei suoi apostoli. Ha lasciato perfino la punizione del 2-0 a Nuno Mendes, altruismo che non rientra nel suo vangelo. Poi ha firmato il 3-0. Doppietta, come i tre in fuga. Si è riallineato. E ai record di Messi, CR7 oppone il suo che non brilla di meno: primo a segnare in sei Mondiali diversi. Eterno. Il pistolero portoghese è tornato in sella e galoppa nella prateria. All’altezza dei quarti c’è un saloon dove potrebbe incontrare una Pulce terribile.

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