L'italo-argentino ha conquistato cinque promozioni in Serie C. Ora siede sulla panchina della nazionale sudamericana, accanto al ct Beccacece: "Yeboah farà una grande carriera. Estupiñan è un ottimo terzino"
22 giugno 2026 (modifica alle 12:40) - HOUSTON (STATI UNITI)
C’è un filo verde, bianco e rosso che lega Carrega Ligure, paesino di cento anime in provincia di Alessandria, alla panchina dell’Ecuador al Mondiale. Lo tiene fermo Nicolas Chiesa, 46 anni, italo-argentino di Buenos Aires, vice di Sebastián Beccacece e specialista di promozioni… azzurre: in Italia ne ha centrate cinque dalla Serie D alla C, collezionando gol in giro per il Paese. Grottaglie, Brindisi, Pisa, Martina Franca, Lupa Roma e Forza e Coraggio, squadra di Benevento.
chiesa e cambiasso
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Fantasista dai piedi buoni, ha smesso nel 2017 per dedicarsi alla panchina. Lavora con l’Ecuador dal 2024, ma era già stato in Qatar con lo stesso ruolo: aveva fatto il secondo a Gustavo Alfaro. Oggi risponde da Columbus, in Ohio, dove “la Tri” sta cercando di centrare i sedicesimi: dovrà battere la Germania. “Ogni tanto ripenso a ciò che mi disse un amico di infanzia, campione di tutto con l’Inter, quando partecipai al primo Mondiale in Qatar. Mi mandò un messaggio prima dell’esordio dicendomi che nessuno mi aveva regalato nulla e che partecipare a un simile evento era per pochi. Siamo amici, fratelli, lui è stato un campione vero: non l’ho mai dimenticato”. Sul display c’era scritto “Cuchu” Cambiasso. “Io ed Esteban siamo cresciuti insieme all’Argentinos Juniors. Andavamo in trasferta coi tifosi, sognavamo i grandi stadi, il giorno in cui ha conosciuto sua moglie era con me. E quando firmò col Real andai un mese a Madrid insieme a lui. C’erano Ronaldo, Figo, Roberto Carlos. A fine allenamento facevano a gara di traverse”. Altri aneddoti: “Quand’ero a Pisa, l’anno del Triplete nerazzurro, mi venne a trovare nel giorno libero e andammo a pranzo fuori con le famiglie. Il proprietario avvisò qualcuno che lui era lì, nel giro di mezz’ora il ristorante si riempì. Esteban firmò autografi per tutto il tempo”.
il viaggio italiano
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Il bisnonno di Nicholas partì da Carrega Ligure per cercare fortuna. “Si chiamava Santiago Artemio. A casa sono tutti tifosi del Napoli, ci svegliamo per vedere le partite. Il nostro idolo è Diego, ovvio”. Il viaggio italiano di Chiesa parte da Grottaglie, cittadina nota per le ceramiche: “Giocavo in Romania, a Iasi. Mi dissero di andare a fare un provino di tre mesi in Italia. Era il 2006. Mi appoggiai a casa di Cambiasso, a Milano, a poi volai in Puglia. Il direttore sportivo aveva 25 anni ed era già un fenomeno: Daniele Faggiano. Non immaginavo che sarei rimasto. Perdemmo due semifinali playoff di D sfiorando la promozione. Poi andai a Brindisi, col d.s. Stefano Trinchera, oggi a Lecce, e salimmo subito in Serie C. Ma la piazza a cui resto più legato è Pisa. Nel 2009-10 raggiunsi la doppia cifra e centrai un’altra promozione in C2”.
con l'ecuador
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Finita? Macché: “Nel 2011-12 torna in Puglia, a Martina Franca, la regione della vita, e vinsi un altro campionato. L’ultima promozione dalla D l’ho centrata con la Lupa Roma del presidente Alberto Cerrai, prima di ritirarmi a Malta”. Tra le esperienze di Chiesa spiccano anche il Boca Juniors, con Nicolas Burdisso come direttore sportivo, e l’Independiente di Carlitos Tevez, dov’è stato dal 2023 al 2024 per circa trenta partite. Dal 2024 lavora con Beccacece. Tra gli “italiani” dell'Ecuador spiccano Yeboah, reduce dalla promozione col Venezia in Serie A, e il rossonero Estupiñan. Senza contare Hincapié, Caicedo, Paez e così via. Una serie di talenti di una generazione d’oro. “Sono tutti forti, affamati. Yeboah farà una grande carriera. Estupiñan è un ottimo terzino dalle grandi qualità fisiche”. Fin qui l’Ecuador ha collezionato solo un punto contro Curaçao, fermato dalle 15 parate di Ely Room. Per centrare i sedicesimi servirà un’impresa.


