Chi è Marc Guiu, il nuovo obiettivo del Napoli, e le differenze con Gabriel Jesus

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Il primo, compagno di cantera di Yamal, non è esploso al Chelsea dopo un brillantissimo passato nelle giovanili del Barça, il brasiliano non trova spazio all'Arsenal

Salvatore Malfitano

25 agosto - 15:58 - NAPOLI

La precocità può essere un’arma a doppio taglio. Per quanto eccezionale, Marc Guiu ha bruciato le tappe, risultando sempre troppo acerbo per essere messo al centro di un progetto ambizioso. Forse perché Chelsea e Barcellona sono obbligate a vincere, ogni anno, per blasone e i volumi di denaro che muovono sul mercato. Nel calcio, a torto o a ragione, la fiducia talvolta si deve guadagnare prima di essere concessa. Eppure Marc, quel poco tempo che ha avuto, ha saputo farlo fruttare. Per questo oggi è un osservato speciale del Napoli. Giovanni Manna adora pescare dalla Premier League e Guiu potrebbe essere un’occasione perché è giovane, di talento e potrebbe muoversi a prezzi contenuti. Insomma, tutti parametri che si sposano alla perfezione con la strategia di mercato del Napoli. 

CHI È

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 Marc Guiu è nato nel 2006 ed è cresciuto a Sant Celoni, poco lontano da Barcellona. I primi calci li tira nel Penya Barcelonista, dove viene notato dagli osservatori del Barça a soli sette anni. Alla Masia si impone rapidamente come centravanti prolifico, condividendo il percorso con altri giovani terribili come Lamine Yamal, Pau Cubarsí ed Héctor Fort: segna 47 gol in 26 partite nella prima stagione e 21 in 15 nella seconda. A 13 anni, però, problemi alla schiena legati alla crescita lo costringono a fermarsi quasi per un’intera stagione. Tornato in campo, ritrova continuità e conquista la fiducia di Xavi, che il 20 ottobre 2023 lo fa debuttare in prima squadra contro l’Athletic Bilbao: Guiu segna dopo appena 23 secondi, diventando a 17 anni e 291 giorni il più giovane debuttante del Barcellona ad andare in gol in Liga. Si mette in evidenza anche con la Spagna Under 17, chiudendo l’Europeo con quattro reti. Dopo undici anni nel club blaugrana, con appena tre presenze in Liga ma 7 gol in 17 gare con la squadra B, sceglie di trasferirsi al Chelsea che lo acquista per 6 milioni di euro. A Londra gode della stima di Enzo Maresca, ma nella sua prima annata trova poco spazio in Premier League. Tuttavia, riesce a mettersi in mostra in Conference League, dove realizza sei gol, compresa una tripletta contro lo Shamrock Rovers che lo rende il più giovane giocatore del Chelsea a segnare tre reti in una partita europea. Con l’esonero di Maresca e più in generale i vari problemi dei Blues, il suo impiego non è aumentato: ha concluso il 2025-26 con 16 presenze (di cui solo 6 da titolare) e 3 gol. 

COME GIOCA

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Guiu piace perché è completo e il suo modo di giocare rispecchia i canoni del calcio attuale, che richiede movimento e partecipazione totale in entrambe le fasi di gioco. Innanzitutto, l’attaccante spagnolo può contare su una struttura fisica molto favorevole: è alto un metro e 87 ed è molto longilineo. Questo gli permette di essere rapido e attaccare la profondità. Nel complesso, un indubbio punto a proprio vantaggio riguarda la lettura degli spazi, non solo in fase offensiva dove sa disorientare il marcatore, ma anche in fase difensiva: è un eccellente pressatore, abilissimo nell’intercettare i passaggi e interrompere la manovra avversaria. Non disdegna l’uno contro uno, dove punta sull’esplosività dello scatto, e ha buone doti di finalizzazione dentro l’area. 

DIFFERENZE CON JESUS

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 Allegri, però, ha messo Gabriel Jesus in cima alla lista delle preferenze per l’attacco. Il brasiliano è un profilo molto diverso sotto vari aspetti. Innanzitutto, l’investimento sarebbe maggiore sia in termini di cartellino – quindi probabilmente arriverebbe soltanto in prestito – sia di ingaggio. Inoltre, Jesus ha nove anni in più. Quanto allo stile di gioco, le differenze sono notevoli. Il giocatore dell’Arsenal è più basso (1,75 metri), quindi inevitabilmente è meno fisico. Ha però una tecnica sopraffina, soprattutto nel controllo, con cui spesso si libera direttamente dell’avversario. È un movimento unico tra piede e corpo che fonde l’esigenza di addomesticare il pallone al dribbling, e sotto porta è molto preciso. Ai Gunners, specialmente dopo l’arrivo di Gyokeres, lo spazio si è ridotto ulteriormente (27 presenze di cui 9 dal primo minuto, con 6 gol). A Londra non è stato più ritenuto un asset primario, dopo la rottura del crociato occorsa all’inizio del 2025. Napoli potrebbe rilanciarlo anche perché, viste le caratteristiche, è più facile immaginare una coesistenza con Hojlund rispetto a Guiu. Jesus, dunque, ben presto potrebbe non essere più soltanto un’alternativa al danese ma un’arma aggiuntiva nell’undici di Allegri.

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