Chi è Giovanni Atzeni, in arte Tittia, il fantino stratega che comanda il Palio di Siena

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Vince quasi sempre lui, partente e prepotente: la storia del fantino sardo-tedesco, che ha conquistato il 13ª Drappellone, questa volta con il Nicchio, ed è entrato nell'Olimpo dei grandissimi

Riccardo Pratesi

Collaboratore

19 agosto - 16:09 - MILANO

Per forza o per amore, si dice a Siena. La sostanza è che vince (quasi) sempre lui. Giovanni Atzeni, in arte Tittia, ha conquistato il Palio d’agosto per il Nicchio arrivando a quota 13 trionfi in Piazza del Campo. Padrone incontrastato. Stavolta ha trionfato nonostante l’allineamento alla mossa, alla partenza tra i canapi, fosse a lui sfavorevole, così sfavorevole che sulla carta pareva impossibile conquistasse la Carriera, opposto al suo Diodoro, “cavallone” da lui allenato che la sorte aveva affidato alla Lupa e piazzato al primo posto, verso lo steccato. In pole position, si direbbe nella Formula 1. Eppure Tittia è partito primo e arrivato primo. Come al solito, il copione dei suoi trionfi, sistematicamente monologhi. Vince così. Parte primo sul cavallo (o sul secondo cavallo) più veloce in pista. E non lo prende più nessuno. La sua unica preoccupazione è arrivata a fine Palio, quando un entusiasta fuori controllo gli ha attraversato la strada, e la piazza, per festeggiare troppo presto. Per evitarlo è caduto rovinosamente finendo all’ospedale con un trauma cranico e una microfrattura cervicale e non ha potuto festeggiare nei Pispini con la contrada con cui ha iniziato a correre a Siena. Ha perfezionato il suo quarto “cappotto”, la doppietta stagionale, la vittoria sia a luglio che a agosto. Comanda lui.

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