Nato in Calabria, ha arbitrato fino alla Serie C, poi ha fatto l'assistente arbitrale in A e B. A fine della scorsa stagione la lettera-denuncia alla Commissione Nazionale Arbitri
25 aprile 2026 (modifica alle 15:45) - MILANO
Parte da Pizzo, paese calabrese in provincia di Vibo Valentia, e dalla sezione Aia di Catanzaro il terremoto che ha coinvolto i vertici arbitrali italiani e che ha portato alla consegna di un avviso di garanzia al designatore della Can A e B, Gianluca Rocchi, con l'ipotesi di concorso in frode sportiva. È stato, infatti, l'arbitro 42enne calabrese, Domenico Rocca, con una sua lettera-denuncia indirizzata alla Commissione Arbitrale Nazionale alla fine della scorsa stagione a far partire l'indagine, archiviata a livello di giustizia sportiva, ma ora al centro delle verifiche della Procura di Milano.
chi è domenico rocca
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Arbitro dal 2000, dall'età di 16 anni, viene aggregato all'organico regionale della Calabria nel 2003, scalando le categorie minori fino alla Promozione. Dal 2007 entra a far parte della Can D, dove avviene l'incontro con l'uomo che gli svolterà la carriera: Stefano Farina. Il compianto ex arbitro di Novi Ligure di Serie A, dà subito fiducia a Domenico Rocca, che, nel 2010, passa in Can C, dove dirige numerose partite dell'allora campionato di C1. Nel 2015 supera il corso al Centro Tecnico di Coverciano che gli permette di passare da arbitro ad assistente e di salire in Can B. Il giorno più atteso di sempre, però, per Domenico Rocca arriva il 12 febbraio 2017, quando esordisce in Serie A, come guardalinee in Torino-Pescara. L'arbitro calabrese resta nell'organico della massima serie fino alla scorsa stagione, quando, con la lettera indirizzata alla Commissione Nazionale Arbitri, denuncia il senso di frustrazione per essere stato, a suo dire, penalizzato da un sistema ingiusto.
La Gazzetta dello Sport
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