Un tavolo 'lampo' con chi, dalle opposizioni, ha risposto alla chiamata anche solo per dire 'No, grazie' allo Stabilicum. La maggioranza, dopo aver lanciato l'idea di un tavolo di confronto sulla legge elettorale ha incontrato alla Camera Azione, Partito Liberaldemocratico e Autonomie.
Gli unici ad aver risposto subito di sì alla proposta di un incontro. Nella Sala della ex commissione Agricoltura di Montecitorio, il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, i capigruppo e ad Alessandro Colucci per Noi Moderati e, tra gli altri, agli sherpa azzurri Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio e Igor Iezzi della Lega, hanno incontrato prima Matteo Richetti poi Luigi Marattin e Franco Manes e Dieter Steger. Poco più di un pro forma visto che Richetti e Marattin sono andati a sostenere una linea proporzionalista, del tutto opposta alla ratio della legge del centrodestra, mentre le Autonomie hanno semplicemente sostenuto le salvaguardia delle peculiarità del loro sistema.
Ma, di fatto, al centrodestra gli incontri sono serviti a mostrare plasticamente il niet al dialogo delle altre opposizioni. "Ringraziamo chi non esclude a prescindere la possibilità di parlare come stanno facendo il Pd e M5s", ha detto Donzelli a margine degli incontri parlando di un no "preconcetto". "Abbiamo scoperto il loro bluff - ha aggiunto l'azzurro Stefano Benigni - visto che prima chiedono il dialogo e poi non vengono al tavolo, è un atteggiamento irresponsabile".
La maggioranza sembra, del resto, determinata ad andare avanti con la riforma non lasciando, però, al centrosinistra l'argomento di aver proceduto in solitaria. Fratelli d'Italia lascia dunque la porta aperta a eventuali cambi di prospettiva da parte del centrosinistra. "Non mettiamo tagliole preventive" sul timing se dovessero aprire al dialogo, dice Donzelli, sottolineando, comunque, la necessità di contemperare i tempi della commissione e del dialogo con la necessità di non cambiare il sistema elettorale nell'ultimo anno di legislatura.
Le prossime tappe sono, quindi segnate con la commissione che dovrebbe accelerare per chiudere le audizioni entro la prossima settimana e giugno che potrebbe essere dedicato a discussione ed emendamenti e il centrodestra che alla prossima capigruppo vorrebbe chiedere di mettere in calendario il testo a luglio in Aula. Intanto la maggioranza lavora comunque a possibili limature, tra le ipotesi in campo quella dell'innalzamento al 42% della soglia per accedere al premio di maggioranza e di una diminuzione, alla Camera, del tetto di seggi che si possono ottenere con i 70 aggiuntivi per chi vince.
Il campo largo, che ha compattamente detto no al tavolo chiedendo un confronto in commissione studia intanto le prossime mosse che dovranno passare gioco forza dagli emendamenti che dovrebbero essere comuni. Ma c'è anche chi, come il pentastellato Alfonso Colucci si chiede se lo Stabilicum sia emendabile con correzioni ad hoc o se proporre eventualmente solo soppressivi.
"Noi - dice anche il leader Giuseppe Conte - siamo favorevoli storicamente alle preferenze, ma quando viene presentata una cornice di legge elettorale che abbiamo definito una truffa, non andiamo ad accontentarci di un tassello. Non possiamo dare il nostro assenso rispetto a un piccolo tassello se l'intera legge è una legge rabberciata e acconciata per le loro specifiche esigenze".
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