Caso Rocchi, parla il procuratore Figc Chinè: "Ricostruzioni non veritiere sull'indagine arbitri"

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Il Procuratore Figc interviene "all'esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale, poiché in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie financo fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti. L'archiviazione è stata solo su Udinese-Parma, siamo pronti ad aprire nuovi fascicoli"

Elisabetta Esposito

Giornalista

26 aprile - 13:47 - ROMA

Non parla mai. Ma questa volta il capo della Procura federale Giuseppe Chinè ha deciso di esporsi a fare determinate precisazioni in merito all'indagine sportiva archiviata poco meno di un anno fa a carico di Gianluca Rocchi. Ecco allora un comunicato, per fare chiarezza dopo le accuse più o meno latenti (basta vedere il post di ieri del ministro per lo Sport Andrea Abodi), di aver insabbato il caso. Confermando quanto scritto dalla Gazzetta, il Procuratore spiega in una nota: "Poiché in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie non veritiere e financo fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti, all'esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale della Figc che mi onoro di guidare, tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala Var del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma. A seguito di tale esposto, nel pieno rispetto delle norme del Codice di Giustizia Sportiva è stata immediatamente aperta un’indagine sportiva, con l'audizione di tutti i soggetti coinvolti e a possibile conoscenza dei fatti narrati dall'esponente. All'esito di tali atti istruttori e delle testimonianze rese dalle persone presenti nella palazzina di Lissone, non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato Aia". Quindi l'indagine c'è stata ed è stata anche approfondita, ma non riguardava le presunte designazioni "concordate" di Doveri e Colombo "graditi" all'Inter, come da accusa della Procura della Repubblica di Milano. Poi sottolinea: "Come previsto dal vigente Codice di Giustizia Sportiva la Procura Federale ha quindi proposto, nel luglio 2025, alla Procura Generale dello Sport presso il Coni di disporre l'archiviazione del procedimento disciplinare sportivo. Tale proposta, alla luce degli atti di indagine compiuti, e segnatamente del contenuto delle dichiarazioni rese da tutti i soggetti auditi, è stata condivisa dalla Procura Generale dello Sport". 

i prossimi passi

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Chinè poi si sofferma sulla gestione delle accuse di cui è appena venuto a conoscenza: "Per quanto riguarda eventuali nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare sportivo di cui si starebbe occupando la Procura della Repubblica di Milano, come da prassi del mio Ufficio e come sempre ho fatto in passato in relazione ad altri noti processi penali suscettibili di interesse disciplinare sportivo, confermo di essere già in contatto con gli Organi inquirenti titolari del procedimento penale e di avere già provveduto, nella data di ieri, a richiedere formalmente gli atti dell'indagine penale ove ostensibili, per avviare e, eventualmente, riaprire, qualora ci fossero elementi di prova nuovi e ritenuti decisivi, l'indagine sportiva".

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