Casapound presenta le firme per la remigrazione e 'chiama' Vannacci

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Il Comitato per la remigrazione consegna a Montecitorio le 150mila firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare sul tema. Viste le tensioni in occasione della conferenza stampa di presentazione del testo lo scorso 30 gennaio, che avevano portato all'occupazione della Sala stampa e alla sospensione di 32 deputati dell'opposizione, l'area è presidiata da un grande numero di agenti di polizia. Questa volta, però, nessun incidente: il gruppo viene scortato in un palazzo secondario della Camera, dove avviene la consegna ai funzionari.

"Siamo entrati in Parlamento e abbiamo portato la nostra proposta di legge - commenta l'esponente di Casapound Luca Marsella -. Possiamo dire che ci siamo tolti dai coglioni l'antifascismo". Inevitabilmente, il pensiero dei promotori va a chi ha reso la remigrazione il fulcro del proprio programma politico: Roberto Vannacci e Futuro nazionale. "Vannacci faccia seguire alle parole i fatti", spiega uno dei membri del Comitato, a cui Marsella fa immediatamente eco: "Quelli che parlano di remigrazione hanno sul tavolo una proposta di legge seria, vedremo se la metteranno in atto". A rispondere all'appello del comitato sono due membri della 'sporca dozzina' futurista, i deputati Rossano Sasso e Domenico Furgiuele. Pur apprezzando il lavoro svolto, Sasso spiega all'ANSA che Fnv proseguirà sulla sua strada: "Abbiamo una nostra proposta e, visti i tempi di fine legislatura, ha più senso proseguire tramite la presentazione di emendamenti più che sostenere l'iter di una pdl di iniziativa popolare. Poi, una volta che Futuro nazionale sarà primo partito, procederemo con un decreto legge per rendere la remigrazione realtà". Posizione condivisa da Furgiuele, autore, mentre ancora militava nella Lega, dell'invito al Comitato alla Camera. "Operazioni come queste - sottolinea - sono fondamentali per rompere il muro del politicamente corretto e far arrivare questi temi al centro del dibattito politico".

La maggioranza di centrodestra continua invece a prendere le distanze dal Generale. Per Noi Moderati, 'il centrodestra non ha nulla a che fare con le idee e il percorso politico di Vannacci', sottolinea Mariastella Gelmini. Un no secco arriva anche da Forza Italia: per la senatrice forzista Licia Ronzulli "non è la Meloni o il centrodestra che non fanno l'accordo con Vannacci, è lui che si autoelimina votando contro il governo". Dello stesso avviso anche l'ex capogruppo Maurizio Gasparri, che alla domanda su una possibile alleanza risponde: "Allo stato attuale la risposta è scontata visto che votano contro il governo con contenuti non compatibili". 

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