Caro benzina e diesel, per gli italiani è una stangata da 1,1 miliardi di euro al mese

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Il conflitto tra Stati Uniti e Iran determinerà in Italia nell'intero 2026 maggiori spese per il rifornimento pari a 13,6 miliardi di euro: il governo finora è intervenuto solo con 2,3 miliardi per ridurre le accise sui carburanti

Gianluigi Giannetti

8 agosto 2026 (modifica alle 16:30) - MILANO

Rincari compensati solo in parte da iniziative del governo per ridurre le tasse cui carburanti. Un bilancio in negativo per automobilisti e aziende, a cui lo Stato potrebbe dare un più favorevole contributo in autunno, ma solo generando ulteriore debito pubblico. È severo il giudizio dell'ufficio studi della Cgia di Mestre (associazione di artigiani e piccole imprese), come sono preoccupanti i calcoli che lo sostengono. I prezzi di benzina e diesel hanno subito un rincaro rispettivamente del +19,3% e +21,5% rispetto al 2025. A parità di consumi, nel 2026 il caro carburanti rischia di pesare per oltre 1,1 miliardi di euro in più ogni mese, ovvero 13,6 miliardi nell'intero anno. Le contromisure del governo non sono mancate, ma contabilmente non adeguate. Lo Stato ha stanziato nel 2026 circa 2,35 miliardi di euro per contenere il prezzo alla pompa di benzina e gasolio con una serie di tagli, l’ultimo dei quali deciso il 4 agosto scorso e valido solo il gasolio, con uno sconto di 17 centesimi al litro, Iva compresa. Il tema sollevato dell'ufficio studi della Cgia è se un intervento pubblico debba essere più massiccio, evidenziando che reperire le somme necessarie avrebbe a sua volta un costo non facile da sostenere.

Più sconti e debito pubblico? 

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Come noto, il governo ha espresso l'intenzione di chiedere alla Commissione europea l'attivazione della clausola di salvaguardia per escludere le spese per l'energia dai vincoli del Patto di Stabilità. Se arriverà il via libera, palazzo Chigi potrà disporre di quasi 14,5 miliardi di euro di risorse aggiuntive nell'arco di tre anni per fronteggiare i rincari dei carburanti, del gas e dell’energia elettrica. Tecnicamente vanno considerati alcuni passaggi per nulla banali. Queste somme saranno realmente utilizzabili sono a partire dall’autunno inoltrato e vengono ottenute comunque a titolo di prestito, ovvero generando ulteriore debito pubblico. Inoltre questi 14,5 miliardi sono da intendersi come una soluzione per attenuare il caro energia nel suo complesso e non solo i rincari dei carburanti.

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