Cardinale: "Pensano che io sia il nuovo Berlusconi. Lo stadio? Negli Usa lo farei nel sonno, qui invece...."

2 ore fa 1

Il numero uno di RedBird al Financial Times: "Vorrei che le gente credesse nella mia affidabilità. Il mio obiettivo? Sedermi con Giorgia Meloni, o chiunque altro, e costruire insieme un piano per rilanciare la Serie A"

20 marzo - 17:58 - MILANO

Le parole risalgono alla vigilia di un derby carico di emozioni, speranze e, in fondo, sono quasi una sorta di bilancio. Provvisorio, ovviamente, perché Gerry Cardinale - come ha fatto capire più volte - vede nel Milan un asset da portare avanti. Il numero uno di RedBird ha parlato al Financial Times nella club house di Milanello: "Quello che ho dovuto affrontare negli ultimi tre anni in Italia è qualcosa che non avevo mai vissuto prima. Non riesco nemmeno ad arrivare alla prima base qui senza che mi venga chiesto: possiedo davvero la squadra oppure è di Elliott? È la cosa più ridicola del mondo. È frustrante. Perché quello che vorrei è il beneficio del dubbio: ovvero che la gente creda che sono affidabile, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese e che sono un buon custode. Quello che ho imparato in tre anni è che devo dimostrarlo".

stadio

—  

Cardinale insiste in particolare sulla percezione che il mondo rossonero ha di lui: "Tutti mi guardano e danno per scontato che io sia il presidente, il nuovo Berlusconi". E poi puntualizza: "L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono un uomo ricco e voglio fare il tifoso. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia". Infine, sullo stadio: "Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo nel sonno, qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali". C'è anche una parte squisitamente di campo, trattandosi della vigilia del derby, quando Cardinale si è rivolto direttamente a Leao: “Dobbiamo vincere questo derby, voglio solo la vittoria". Detto, fatto e accontentato.

La Gazzetta dello Sport

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi l’intero articolo