Quali pensieri ho avuto prima di
venire alla Lazio? Che sarebbe stato un anno difficilissimo.
Penso che siano stati i cinque mesi più difficili della mia
carriera, tra le altre cose però anche divertenti. La componente
gusto c'è, questo è già tanto". Così Maurizio Sarri, tecnico
della Lazio, nel format della Lega Serie A che racconta il
calcio italiano attraverso le voci dei suoi protagonisti e che,
per alcune interviste esclusive, quest'anno vede anche il
coinvolgimento editoriale di DAZN. Poi, sul rapporto con i
presidenti durante la propria carriera ammette che è "sempre
meglio un presidente tosto che un fondo straniero. È ovvio che
il presidente sia una figura dominante, io per tutta la carriera
ho avuto presidenti così. A volte meglio una litigata faccia a
faccia che un fondo quando non sai con chi parlare", mentre
sugli obiettivi stagionali ammette che "sarebbe bello riuscire a
creare una base di calciatori che con due o tre innesti possa
farti arrivare a un livello sopra rispetto a quello dove siamo.
La speranza è che tutte le componenti ci diano una mano". Sulla
propria carriera, invece, sottolinea che "da quando lo faccio di
professione la sensazione di andare a lavorare non ce l'ho mai
avuta" ricordando il Napoli che giocava un "calcio
straordinario, divertente da vedere. Non abbiamo vinto niente ma
è stato un calcio bellissimo. Nessuna squadra che ho avuto in
seguito ha avuto la possibilità di replicarlo". Infine un
pensiero sulla fine della carriera che vorrebbe chiudere "con la
Lazio che riesca a prendere il Flaminio, che alla prima partita
ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso
Maestrelli", conclude.
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1 giorno fa
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