Tutto inizia su un campetto alla periferia nord ovest di Treviso, nel quartiere di San Liberale, dove un ragazzino di cinque anni scende da casa per andare ad allenarsi: quel ragazzino è Alphadjo Cisse, oggi promessa e talento del Milan, e la sua storia è fatta di semplicità e fatica. Ieri il gol al Torino lo ha imposto all'attenzione generale. Diciannove anni appena, nato a Treviso, ha già stregato l'allenatore rossonero Ruben Amorim: "Lo adoro ma spero non mi senta altrimenti si potrebbe montare la testa".
Un timore infondato perché Cisse è un ragazzo schivo e riservato fuori dal campo ma pronto a trasformarsi sul terreno di gioco. Legatissimo alla sua famiglia, che proviene dalla Guinea, da sempre coltiva il sogno del calcio per regalare ai suoi genitori una vita senza sacrifici. Suo padre fa l'operaio in fabbrica, la mamma la cameriera. A loro è dedicata la prima rete in campionato: "Questo gol lo dedico totalmente alla mia famiglia, che mi è sempre stata vicina. Io adesso non devo parlare, devo solo stare calmo, lavorare e dimostrare il mio valore sul campo".
Dopo i primi passi nei campetti veneti tra l'Indomita Treviso e il Giorgione, Cisse viene notato dal settore giovanile dell'Hellas Verona dove si fa le ossa fino alla stagione 2023-2024 quando, il 26 maggio, a soli 17 anni esordisce in Serie A contro l'Inter. Nell'estate 2025, si trasferisce in prestito secco al Catanzaro, in Serie B, dove diventa subito un titolare inamovibile. Gioca 22 partite, segna 5 gol e serve un assist. Poi l'infortunio a febbraio che lo tiene fuori dai giochi per quasi tutto il resto del campionato. Ma il Milan è impressionato e fa una mossa vincente che cambia tutto, soprattutto la vita e il futuro di questo ragazzo.
A fine gennaio, il PSV Eindhoven aveva praticamente chiuso l'accordo totale sia con l'Hellas Verona proprietario del cartellino sia con l'entourage di Cisse per una cifra di circa 6,5-8 milioni di euro. La società olandese era talmente sicura della riuscita dell'operazione da aver già inviato un volo aereo privato in Italia per prelevare il calciatore. Nella notte prima della partenza, i dirigenti del Milan superano la concorrenza degli olandesi, mettendo sul piatto 8 milioni di euro di parte fissa più 1,5/2 milioni di bonus.
Il resto è storia. Cisse è finalmente rossonero ma è forte il suo legame con la Nazionale giovanile, per lui anche un'opportunità di sconfiggere il razzismo, dal campo, con il talento: "Io mi sento italiano al 100%, sono nato a Treviso e cresciuto qui. Sentire l'inno di Mameli quando indosso la maglia della Nazionale è un brivido unico. In passato ho subìto insulti razzisti sui campi, fanno male, ma la mia risposta migliore è sempre stata il silenzio, il lavoro e i gol. Vestire l'azzurro è il mio riscatto più grande". Forse Cisse è pronto per il grande salto nel momento più delicato per gli azzurri da ricostruire, Roberto Mancini è avvertito.
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