"Da un lato l'Italia ha conseguito
risultati significativi, con un trasferimento di risorse, da
parte della Commissione europea, di 153,2 miliardi di euro, pari
a circa il 79% della dotazione complessiva del Piano, a fronte
di 366 traguardi e obiettivi su 575 considerati raggiunti.
Dall'altro lato, l'avanzamento procedurale dei progetti nei
territori non si traduce sempre in quello finanziario e
materiale degli interventi". E' quanto risulta dal Referto della
Corte dei Conti sullo stato di attuazione dei progetti
finanziati con risorse Pnrr e Pnc, affidati agli enti
territoriali quali soggetti attuatori.
Alla data del 13 febbraio 2026 risultano 'conclusi' 51.390
progetti; 70.702, ancora 'in corso', assorbono, però, quasi 44,9
miliardi di finanziamenti Pnrr, a fronte di circa 3,7 miliardi
riferiti ai progetti ultimati. Se alcune Regioni registrano
percentuali di progetti completati superiori al 50% (Valle
d'Aosta 65%, Lombardia 57%, Piemonte 55%, Molise 53% e Sardegna
52%), in altre aree - soprattutto anche se non in via esclusiva
- del Centro e del Mezzogiorno i valori sono inferiori (Sicilia
22,4%, Puglia 29,6%, Trentino-Alto Adige/Südtirol 29,8%,
Basilicata 32,8%, Lazio 33,1%, Umbria 33,7%, Calabria 33,9%,
Emilia-Romagna 37,6%, Campania 38,3%).
"Dal punto di vista finanziario, nonostante i segnali di
accelerazione nella fase finale del Piano - si evidenzia
nell'analisi -, il livello complessivo dei pagamenti è inferiore
alla metà del valore totale degli interventi, richiamando
l'attenzione sulla concreta capacità di completamento degli
investimenti entro il termine del 30 giugno 2026".
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